Marano, il duplice omicidio degli scissionisti di Riccio. Tutte le dichiarazioni dei pentiti

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Interrogatorio di SIMIOLI Giuseppe del 4/5/2021:

…omissis…

Omicidio PASTELLA Antonio e VIGNA Salvatore detto pitbull

Tale omicidio è stato deciso e commesso dal clan ORLANDO, in particolare per volontà di ORLANDO Antonio detto mazzolino e del fratello ORLANDO Raffaele, materialmente è stato commesso da LUBRANO Armando, LUBRANO Vincenzo e LUBRANO Raffaele e ORLANDO Angelo, come più avanti specificherò nel dettaglio.

All’epoca, siamo nel 2015, io ero latitante e dopo alcuni screzi verificatisi con esponenti del clan ORLANDO, avevamo raggiunto una sorta di accordo ed io provvedevo a corrispondere con i soldi del traffico di droga, gli stipendi per gli affiliati dei POLVERINO e degli ORLANDO.

Dopo l’omicidio di FELACO Luigi, di cui ho accennato in precedenti interrogatori, e dopo l’arresto di RICCIO Mariano e dei suoi uomini, decidemmo di uccidere PASTELLA Antonio che si era affiancato al gruppo dei RUGGIERO dell’acqua – con cui intercorre anche una parentela – per dare appoggio a RICCIO Mariano. All’epoca, unitamente a RUGGIERO Giuseppe e NAPPI Carlo, demmo incarico a POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e POLVERINO Crescenzo detto Crescenziello di individuare il PASTELLA e carpire i suoi spostamenti in modo da portare a compimento l’agguato. In più di un’occasione POLVERINO Vincenzo e POLVERINO Crescenzo vennero a riferirci che il PASTELLA non si vedeva più in giro per Marano e che era molto guardingo. Ricordo che all’epoca prendemmo in malo modo i predetti POLVERINO Vincenzo e POLVERINO Crescenzo anche perché, frattanto, apprendemmo da un elettricista di Marano – estraneo alle dinamiche criminali ma che aveva effettuato dei lavori presso un nostro rifugio – che il PASTELLA girava tranquillo e si vedeva tutti i giorni per Marano. Dopo circa un mese, ricordo che era la primavera del 2015, ed io da latitante mi ero spostato nel Lazio, mi raggiunse RUGGIERO Salvatore figlio di Giuseppe, il quale mi comunicò che il PASTELLA era stato ucciso a Marano. Al riguardo, il RUGGIERO ipotizzò che si trattasse di opera di gente di Melito e che l’evento era collegato ad altri due omicidi avvenuti a Melito che avevano riguardato RUGGIERO Antonio – vittima di lupara bianca – ed un suo parente che invece fu trovato morto in strada. Io non feci particolari approfondimenti sulla genesi di questo omicidio; ero tutto sommato contento anche perché era mia intenzione, come ho detto, ammazzare il PASTELLA, e vendicarmi del tradimento che lui comunque aveva fatto, passando temporaneamente negli anni 2012/2013 nella fila di Mariano RICCIO.

Dopo circa un mese, RUGGIERO Salvatore tornò da me a Roma e mi comunicò che nel frattempo vi era stato altro omicidio di un soggetto chiamato Salvatore pitbull; questa persona era originaria della Sanità ma trasferitosi a Marano da molto tempo. Devo dire che questa notizia mi insospettì alquanto, perché vidi una sorta di collegamento con l’omicidio del PASTELLA con il quale Salvatore pitbull da tempo commerciava droga insieme. Di conseguenza, la prima ipotesi che avevamo fatto in ordine all’omicidio del PASTELLA, ossia che era avvenuto per mano di quelli di Melito, era assolutamente sbagliata non Salvatore pitbull alcun legame con quelli di Melito e vedendo invece io un’unica regia dietro entrambi gli agguati.

Alle ore 11:21 si effettua una breve sosta e si interrompe momentaneamente la fono registrazione.

Si riprende la verbalizzazione alle ore 11:23.

A.D.R.: il mio incontro con il RUGGIERO si concluse con la netta sensazione che gli equilibri criminali a Marano stavano cambiando e con la mia ferma volontà di capire e di approfondire su quello che stava accadendo.

Dopo circa uno o due giorni da questo ultimo incontro, tornò da me Salvatore RUGGIERO il quale mi comunicò che POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e POLVERINO Crescenzo volevano incontrare me, NAPPI Carlo e RUGGIERO Giuseppe che in quel momento rappresentavamo il vertice del clan ancora rimasto fedele a POLVERINO Giuseppe e non ancora arrestati, per parlarci urgentemente di una cosa, anzi ora ricordo che mi anticipò il fatto che uno degli argomenti era rappresentato dal fatto che avrei dovuto corrispondere agli ORLANDO il 50% dei proventi dell’attività illecita del clan POLVERINO.

Dopo questo messaggio convocai tutti gli affiliati minori, anche per testare la loro disponibilità ad entrare in contrasto armato con gli ORLANDO.

L’incontro avvenne uno o due giorni dopo in una terra ai Camaldoli, nel mese di luglio 2015; allo stesso erano presenti i seguenti soggetti: POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e POLVERINO Crescenzo, CATONE Salvatore detto Castrese, io, RUGGIERO Giuseppe e NAPPI Carlo, RUGGIERO Salvatore e altri che al momento non ricordo. Nella circostanza chiedemmo immediatamente spiegazioni a POLVERINO Vincenzo sul fatto della “cessione” dei proventi agli ORLANDO. In quel momento POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e POLVERINO Crescenzo, CATONE Salvatore, detto Castrese, ci comunicarono di aver stretto un’alleanza con gli ORLANDO, unitamente ai quali avevano organizzato e compiuto gli omicidi di PASTELLA Antonio e di Salvatore pitbull.

Nello specifico ci raccontarono che l’omicidio di PASTELLA Antonio era stato compiuto materialmente da LUBRANO Armando, LUBRANO Raffaele e LUBRANO Vincenzo, unitamente a ORLANDO Angelo detto o’ malomm, che viaggiavano a bordo di un furgone dal quale scesero per freddare la vittima davanti ad un bar. A bordo di una macchina d’appoggio vi erano invece ORLANDO Gaetano e ORLANDO Raffaele insieme a POLVERINO Vincenzo. Lo stesso POLVERINO Vincenzo mi confermò che la causale dell’omicidio era rappresentata dal fatto che la vittima era “passata” per un periodo con RICCIO Mariano.

Anche per quanto riguarda l’omicidio di Salvatore pitbull, pur senza entrare nel dettaglio, POLVERINO Vincenzo mi confermò che l’organizzazione e l’esecuzione dell’agguato avevano la stessa matrice e vi avevano partecipato i medesimi attori, ivi compresi lui.

Lo stesso POLVERINO Vincenzo ebbe a riferirmi che subito dopo l’omicidio PASTELLA, il furgone utilizzato fu dato alle fiamme con l’arma utilizzata e che i killer si rifugiarono nella stessa località ove Antonio ORLANDO era latitante.

Rimanemmo assolutamente stupiti dalla situazione che si era venuta a creare, tanto che io, NAPPI Carlo e RUGGIERO Giuseppe ci arrabbiammo tantissimo e ricordo di aver detto queste parole: “Vi assumerete la responsabilità di questa scelta anche nei confronti dei carcerati dei clan POLVERINO.” Ricordo altresì di aver detto che dal mese successivo si sarebbero dovuti far carico del mantenimento di tutti i detenuti “in quota” POLVERINO e che avrebbero poi risposto di questa azione nei confronti di POLVERINO Giuseppe una volta tornato in libertà. La riunione fu sciolta senza una soluzione e dopo qualche ora fummo raggiunti da POLVERINO Salvatore detto Toratto che, evidentemente era stato informato dell’accaduto da POLVERINO Vincenzo e Crescenzo, essendo pienamente a conoscenza dei fatti. Nella circostanza, Toratto venne a chiederci di trovare una soluzione rispetto al problema anche perché lui temeva che una eventuale guerra a Marano avrebbe danneggiato i suoi affari imprenditoriali, anche perché era consapevole del fatto che i suoi parenti, ovvero POLVERINO Vincenzo e Crescenzo e CATONE Salvatore, avevano commesso un gravissimo errore ad allearsi con gli ORLANDO e, sostanzialmente, a “venderci”. Dissi a Toratto che eravamo disposti a risolvere il problema, da affrontare militarmente con gli ORLANDO, ma che lui doveva garantirci la risoluzione del problema all’interno della famiglia POLVERINO, previo allontanamento di POLVERINO Vincenzo, che era il vero artefice dell’accordo con gli ORLANDO. In particolare ricordo di aver riferito a Toratto le seguenti parole: “O lo mandate via a questo mongoloide o lo ammazzate proprio!” riferendomi a POLVERINO Vincenzo, in quanto si trattava di un problema tutto interno alla famiglia POLVERINO.

A.D.R.: A queste mie richieste, Toratto mi disse che non si poteva uccidere POLVERINO Vincenzo perché era della famiglia e mi suggeriva di fare una ulteriore riunione per riappacificarci. Io rifiutai questa proposta dicendo di riferire che dal mese successivo mi dovevano mandare i 50.000 € necessari per il mantenimento dei carcerati.

Dopo un paio di giorni ancora ricevemmo l’ambasciata di RUGGIERO Salvatore il quale ci disse che gli ORLANDO avevano iniziato a “chiamare” tutti i soggetti che trafficavano in hashish, imponendo una sorta di tassa su ogni chilogrammo di stupefacente smerciato.

Alcuni giorni dopo fui raggiunto da RUGGIERO Salvatore che mi riportò un messaggio di POLVERINO Vincenzo che, in pratica, mi comunicava che non avrebbe corrisposto nulla in termini economici alle famiglie dei detenuti, che lui avrebbe aiutato solo tre o quattro tra i più anziani del clan e che per il resto, le famiglie degli altri detenuti dovevano provvedere autonomamente. Anzi ricordo che mi disse che a lui non interessava niente degli altri e che le mogli degli affiliati detenuti potevano anche andare a prostituirsi per sostentarsi economicamente.

Tramite il RUGGIERO convocammo POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e POLVERINO Crescenzo in una campagna sita a Santa Maria Capua Vetere: in quella circostanza gli contestammo, arrivando alle minacce, la scelta di non aiutare tutti i carcerati e dopo un aspro confronto ci dissero che avrebbero accettato le nostre condizioni ma di doverne parlare in una riunione allargata, anche alla presenza degli ORLANDO. Nell’occasione acquisii ulteriori informazioni sull’omicidio di Salvatore pitbull, in particolare appresi da POLVERINO Vincenzo che la causale non era da individuarsi esclusivamente nella sua vicinanza al PASTELLA, ma anche perché Salvatore pitbull vendeva la cocaina per Marano senza corrispondere alcunché agli ORLANDO che, invece, volevano gestire direttamente tale traffico illecito. Con l’omicidio, quindi, la famiglia ORLANDO voleva anche dare un segnale al territorio.

Organizzammo quindi un nuovo incontro, sempre a Santa Maria Capua Vetere, alla presenza di ORLANDO Antonio detto mazzolino, LUBRANO Armando, ORLANDO Angelo detto o’ malomm, POLVERINO Vincenzo, POLVERINO Crescenzo, DE LUCA Alessandro, RUGGIERO Salvatore, MORACA Felice detto pinotto, VISCONTI Claudio detto Caccone, NAPPI Carlo, io e RUGGIERO Giuseppe e qualche altro che al momento non ricordo. Nel corso della riunione gli ORLANDO accettarono la nostra richiesta di corrispondere i 50.000 € mensili per le famiglie dei carcerati, affermando che “loro” facevano comunque riferimento a POLVERINO Vincenzo, POLVERINO Crescenzo e CATONE Salvatore che avevano affermato di aver parlato a nome della famiglia POLVERINO.

ORLANDO Antonio detto mazzolino, nel corso di questo incontro che ha rappresentato, di fatto, la fine del clan POLVERINO, tenne ad assumersi la paternità della volontà omicidiaria di PASTELLA Antonio e Salvatore pitbull, confermando che il tutto era stato organizzato con la complicità di POLVERINO Vincenzo, POLVERINO Crescenzo e CATONE Salvatore detto Castrese.

…omissis…

L’Ufficio dà atto che nell’interrogatorio del 16/04/2021 è stato sottoposto al collaboratore un album redatto in data 15/04/2021 dai CC del Nucleo Investigativo di Napoli, composto da 11 fotografie, e che il riconoscimento è stato interrotto alla foto n. 6.

Pertanto si procede oggi alla visione dalla fotografia n. 7.

Al riguardo il collaboratore riferisce:

…omissis…

FOTO NR. 9: Riconosco ORLANDO Angelo detto o’ malomm. Si tratta di un affiliato del clan ORLANDO, si occupava del traffico di droga e di estorsioni. Ricordo che tra il 2013/2014 a Calvizzano fu sequestrata un’auto contenente 60 kg. di hashish: si trattava di un carico curato direttamente da LUBRANO Armando e dagli ORLANDO. 

ORLANDO Angelo ha preso parte agli omicidi di PASTELLA Antonio e Salvatore pitbull.

Si dà atto che nella foto n. 9 è effigiato ORLANDO Angelo, nato a Napoli il 31/10/1979.

 

Le dichiarazioni auto ed etero accusatorie formulate dal SIMIOLI, trovavano ulteriore e definitiva conferma dall’interrogatorio reso il 4/12/2023: nel corso dello stesso emergeva, altresì, l’individuazione di ulteriori killer da parte di POLVERINO Crescenzo.

 

Interrogatorio di SIMIOLI Giuseppe del 4/12/2023:

Oggi precisa:

ADR: Quando nel verbale che mi avete appena letto, io dico “decidemmo di uccidere PASTELLA Antonio” mi riferisco a noi POLVERINO, nelle persone di RUGGIERO Giuseppe, NAPPI Carlo, io, POLVERINO Vincenzo e POLVERINO Crescenzo. Questi ultimi due, a seguito della rottura con noi, transitarono negli ORLANDO e materialmente commisero l’omicidio con loro.

Ribadisco, ancora, che demmo incarico a POLVERINO Crescenzo e POLVERINO Vincenzo di effettuare dei sopralluoghi finalizzati all’individuazione del PASTELLA, anzi, preciso che successivamente POLVERINO Crescenzo mi presentò due persone della Sanità – indicandoli come suoi parenti – che egli stesso aveva incaricato dell’uccisione del PASTELLA. Mi pare che facessero parte della famiglia VASTARELLA.”

 

Grazie alla recente collaborazione con la giustizia di RUGGIERO Giuseppe, è stato possibile corroborare le già preziose indicazioni fornite da GIANNUZZI Teodoro e SIMIOLI Giuseppe, ottenendo un quadro indiziario compiuto con riguardo alla causale, ai mandanti e agli esecutori dei due omicidi oggetto della presente richiesta.

 

Interrogatorio di RUGGIERO Giuseppe del 27/10/2023:

 

Omicidio di PASTELLA Antonio detto o’ russ.

Il PASTELLA era un soggetto criminale di Marano che gravitava, insieme ad altre due o tre persone, nel gruppo di Mariano RICCIO. Quando ci fu il contrasto col predetto RICCIO che voleva “entrare” criminalmente a Marano, decidemmo di bloccare questo progetto uccidendo alcuni suoi affiliati. Le altre persone da colpire erano PASTELLA Egidio, tale RUGGIERO quello dell’acqua insieme a tutta la sua famiglia, VIGNA Salvatore ed altri che al momento non ricordo.

L’omicidio è stato deliberato da SIMIOLI Giuseppe – all’epoca capo dei POLVERINO – e da ORLANDO Antonio detto mazzolino all’epoca latitante e a capo del gruppo ORLANDO. L’accordo prevedeva che chiunque di noi avesse trovato il PASTELLA lo doveva ammazzare. L’omicidio avvenne tra gli anni 2013/2014 e, comunque, quando io ero latitante.

A.D.R.: L’omicidio è stato commesso materialmente dagli affiliati del gruppo ORLANDO. La mia conoscenza è diretta in questi termini: quando ero latitante, non ricordo se ai Camaldoli – appoggiato da DE LUCA Alessandro – o a Santa Maria Capua Vetere, venne a trovarmi POLVERINO Vincenzo detto peruzzo – inviato direttamente da ORLANDO Antonio detto mazzolino – il quale doveva trasmettermi un messaggio. In particolare mi doveva dire che avendo “loro” fatto l’omicidio del PASTELLA avevano diritto ad ottenere il 50% del provento delle estorsioni, mentre prima ricevevano da SIMIOLI Giuseppe soltanto lo “stipendio”. Per quanto mi disse peruzzo, a commettere materialmente l’omicidio erano stati LUBRANO Armando e ORLANDO Angelo detto o’ malomm, più qualche altro soggetto di fuori paese di cui, però, non mi ha fatto il nome.

A.D.R.: Quando ci fu l’incontro con peruzzo, con me c’era NAPPI Carlo.

A.D.R.: Dell’incontro con peruzzo e dell‘informazione ricevuta, informai immediatamente Giuseppe SIMIOLI tramite Antonio NUVOLETTA che in quel momento ne curava la latitanza.

A.D.R.: peruzzo nel corso del nostro incontro non mi disse se avesse partecipato o meno all’omicidio.

Alle ore 10:32 si sospende momentaneamente la verbalizzazione e la registrazione.

Alle ore 10:40 si riprende la verbalizzazione, precisando che la registrazione audio e video viene effettuata con un secondo file.

A.D.R.: Come mi chiedete devo specificare che in quel periodo, SIMIOLI Giuseppe mi chiese di “adoperare” mio figlio Salvatore per la gestione delle sue attività lecite e illecite. In quel periodo, ricordo infatti che mio figlio creò un rapporto strettissimo col SIMIOLI, tant’è che andava più spesso a trovare lui che me, quando eravamo entrambi latitanti. Per scherzare, a volte, dicevo al SIMIOLI che aveva fatto il lavaggio del cervello a mio figlio.

In quel periodo, in pratica, mio figlio si confidava con Peppe SIMIOLI e non con me, anche e soprattutto per questioni di “malavita”, tenuto conto che Giuseppe SIMIOLI lo mandava ovunque in relazione ai suoi affari illeciti, quindi è molto probabile che ci siano cose, anche riferibili a questo omicidio che mio figlio sapeva e di cui ha parlato esclusivamente con il SIMIOLI e non con me.

A.D.R: peruzzo mi raccontò che l’omicidio avvenne nella mattinata sul corso principale di Marano all’esterno di un bar. Non sono a conoscenza delle armi utilizzate ma appresi da peruzzo che i killer utilizzarono un furgoncino.

A.D.R.: all’incontro avvenuto ai Camaldoli con peruzzo, ora ho ricordato che eravamo presenti io, NAPPI Carlo, CATONE Castrese detto pollosud e DE LUCA Alessandro, questi ultimi tre erano venuti tutti insieme.

A.D.R.: Quando peruzzo venne a comunicarmi la notizia dell’omicidio PASTELLA io ebbi la netta sensazione che ormai, lui, avesse fatto il “passaggio” da noi agli ORLANDO. Ciò anche per l’importanza dell’imbasciata che stava recapitando. A seguito di tale incontro vi è stato un ulteriore incontro – avvenuto sempre ai Camaldoli – con SIMIOLI Giuseppe e NAPPI Carlo, in cui discutemmo dell’omicidio PASTELLA e della richiesta degli ORLANDO della ripartizione dei proventi al 50%. A tale incontro sopraggiunsero POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e CATONE Castrese detto pollosud; comunicammo agli stessi che eravamo d’accordo sull’equa spartizione dei proventi delle estorsioni. Sul punto, io e NAPPI Carlo dovemmo convincere SIMIOLI Giuseppe che era restio a cedere alla richiesta degli ORLANDO, al punto che lo stesso SIMIOLI, con fare polemico, disse: diamo a loro il foglio degli stipendi e delle estorsioni e noi continuiamo a vivere con la droga.

 Omicidio di VIGNA Salvatore detto pitbull.

Anche l’omicidio di VIGNA Salvatore rientra nella contrapposizione con Mariano RICCIO. Costui, infatti, era un altro soggetto – come PASTELLA Antonio – vicino al RICCIO, motivo per il quale doveva essere eliminato.

A.D.R.: L’omicidio del VIGNA segue quello del PASTELLA. All’epoca io ero latitante insieme a NAPPI Carlo ai Camaldoli. Anche in questo caso fu peruzzo ad avvisarmi dell’omicidio. Mi pare che l’evento si verificò di sera. Fu NAPPI Carlo a chiedere a peruzzo se fossero stati sempre gli ORLANDO ricevendo conferma dal POLVERINO. In particolare ci disse che il gruppo di fuoco era nuovamente composto da LUBRANO Armando e ORLANDO Angelo.

A.D.R.: nell’occasione peruzzo mi disse che per l’omicidio era stata utilizzata una motocicletta oltre ad una macchina “d’appoggio”.

A.D.R.: Anche questo omicidio aveva come mandante ORLANDO Antonio detto mazzolino, anche perché il movente era lo stesso e rientrava nella strategia di contrapposizione a Mariano RICCIO.

A.D.R.: Come ho già detto in precedenza, io, NAPPI Carlo e SIMIOLI Giuseppe eravamo d’accordo con la strategia degli ORLANDO di uccidere questi soggetti al fine di scongiurare il sopravvento di RICCIO Mariano su Marano. Ciò perché consideravamo le persone poi ammazzate, una sorta di “testa di ponte” di Mariano RICCIO su Marano.

A.D.R.: Questa strategia rientrava nella storica volontà dei POLVERINO di evitare ingressi “esterni” su Marano, in particolare dei secondiglianesi.

A.D.R.: Ho ricordato un particolare rispetto all’omicidio di PASTELLA Antonio. Qualche tempo prima di ricevere la visita di peruzzo che mi raccontava di tale omicidio, io e NAPPI Carlo incontrammo SIMIOLI Giuseppe il quale ci disse di aver visto ABBATIELLO Paolo che si era attribuito l’omicidio del PASTELLA nell’ottica dello scambio di favori esistente tra i due clan. Alla fine, scoprimmo che si trattava di una sorta di truffa che ABBATIELLO ci voleva fare, per disobbligarsi dell’omicidio dell’amante della moglie di LICCIARDI Giovanni, persona da noi uccisa e successivamente disciolta nell’acido. Al riguardo devo precisare che il cadavere della vittima non si è sciolto completamente e che il “tronco” fu seppellito in un terreno che sarei in grado di indicare. Anzi, ricordo che NAPPI Carlo praticò un “segno” sulla pianta nei pressi della quale è stata seppellita la vittima. Alle operazioni di seppellimento – all’interno di una buca di circa due metri di profondità – procedemmo io, NAPPI Carlo, SIMIOLI Giuseppe, POLVERINO Crescenzo e DE LUCA Alessandro.

Mi riservo di fare mente locale ed eventualmente fornire ulteriori elementi in ordine agli omicidi di PASTELLA Antonio e VIGNA Salvatore.

A.D.R.: A seguito del “passaggio” di POLVERINO Vincenzo detto peruzzo, con gli ORLANDO, io, NAPPI Carlo e SIMIOLI Giuseppe ci eravamo orientati ad ammazzarlo e di questa cosa ne parlammo riservatamente con POLVERINO Salvatore detto Toratto. Le dico che avremmo dovuto operare io e NAPPI Carlo sfruttando l’abitudine di peruzzo di “appoggiarsi” ad un macello a Quarto, zona nella quale noi avevamo un appoggio e quindi ci era comodo e facile operare. L’omicidio non fu poi commesso perché avrebbe comportato conseguenze piuttosto serie con la famiglia, anche in relazione a potenziali ritorsioni nei confronti dei nostri familiari che avevamo a Marano.

A.D.R.: Subito dopo il mio arresto anche il mantenimento dei detenuti passò nelle mani degli ORLANDO. Io ho ricevuto da “loro” circa un paio di mesate dopo di che si è interrotto ogni tipo di dazione. Ho appreso in carcere, però, che mentre per noi POLVERINO il “mantenimento” era stato bloccato, i pagamenti per gli affiliati degli ORLANDO continuano tutt’ora.

A.D.R.: Ricordo ancora che ci fu un incontro molto “affollato” avvenuto a Santa Maria Capua Vetere a cui parteciparono tutti gli ORLANDO, nello specifico erano presenti ORLANDO Antonio detto mazzolino, LUBRANO Armando, ORLANDO Angelo detto o’ malomm,; per noi POLVERINO erano presenti POLVERINO Vincenzo, POLVERINO Crescenzo, DE LUCA Alessandro, mio figlio RUGGIERO Salvatore, MORACA Felice detto pinotto, VISCONTI Claudio detto Caccone, NAPPI Carlo, io e SIMIOLI Giuseppe e qualche altro che al momento non ricordo. Nel corso di questa riunione gli ORLANDO avanzarono una richiesta di un milione di euro per le loro necessità e per l’avvio della nuova attività criminale.

Più recentemente (cfr. verbale del 4/12/2023), richiesto di opportuni chiarimenti, RUGGIERO Giuseppe confermava la “doppia matrice” (POLVERINO/ORLANDO) a cui era ascrivibile il mandato omicidiario. Nella circostanza era chiarita, poi, la vicenda relativa al “pestaggio” di CERULLO Luigi che, nonostante la capillare diffusione della notizia sul territorio, risultava essere infondata. In ultimo, emergeva il coinvolgimento diretto di POLVERINO Vincenzo detto “peruzzo” nelle fasi preparatorie di entrambi gli omicidi: in particolare il POLVERINO avrebbe effettuato più sopralluoghi finalizzati a rintracciare le vittime e a carpirne abitudini e spostamenti.

Chiarimenti in relazione agli omicidi di PASTELLA Antonio e VIGNA Salvatore

ADR: Dopo che lei mi ha letto alcuni passi del verbale del 27.10.2023, le confermo che il progetto di uccidere PASTELLA Antonio e VIGNA Salvatore era comune a noi POLVERINO e agli ORLANDO, in quanto entrambi i gruppi avevano l’interesse a bloccare l’avanzata di Mariano RICCIO a Marano. Confermo quindi che io, Peppe SIMIOLI e NAPPI Carlo insieme agli ORLANDO, di cui ho già parlato nel verbale del 27.10.2023, siamo tra i mandanti dei predetti omicidi. 

ADR: Su sua domanda le posso confermare che, poco prima degli omicidi di PASTELLA e VIGNA, si era diffusa a Marano la notizia che Mariano RICCIO avesse dato mandato di picchiare il figlio Luigi di CERULLO Sabatino. Tale notizia era talmente insistente che i Carabinieri avevano effettuato una verifica proprio presso l’abitazione del ragazzo. Io ebbi modo, tramite mio figlio Salvatore, di accertare che tale notizia non rispondesse al vero, in quanto “Ginotto” venne ispezionato e non aveva alcuna lesione.

ADR: I contrasti tra CERULLO e Mariano RICCIO erano però reali ed afferivano ad un investimento immobiliare avvenuto a Marano, in cui CERULLO era in società con RUGGIERO Antonio e proprio il PASTELLA. Questi ultimi essendo affiliati di Mariano RICCIO avevano chiesto un aiuto per i contrasti su questo investimento che erano sorti con il CERULLO, che nel frattempo era stato arrestato.

ADR: I sopralluoghi effettuati per la ricerca di PASTELLA e VIGNA sono stati certamente curati da POLVERINO Vincenzo detto “Peruzzo”, non so se sia stato accompagnato dagli altri soggetti liberi dei Polverino, ovvero DE LUCA Alessandro e CATONE Crescenzo detto “Castrese”.

Interrogatorio di GIANNUZZI Teodoro del 20/7/2017:

…omissis… ADR Sono a conoscenza del fatto che RANIELLO Giovanni ha effettuato azioni di sangue, in particolare ha sparato lui e Claudio Caccone, ad una persona nelle gambe per una questione di debiti, me lo ha raccontato stesso lui un giorno mentre eravamo a casa sua, aggiungendomi che se fosse stato per lui lo avrebbe ucciso. Tanto mi raccontò subito dopo la sua scarcerazione – il predetto fu scarcerato per vizio di forma e poi fu riarrestato – ed anzi in quell’occasione mi disse delle cose molto delicate. In realtà avevamo già fatto la riunione al casale in provincia di Caserta, riunione nella quale a un certo punto, come vi ho detto, io, Raffaele RUGGIERO, CANDELA Cristofaro, GALA Antonio, fummo allontanati – in realtà CANDELA lo fece spontaneamente, in quella circostanza, cioè quando io e RANIELLO rimanemmo fuori a casa sua, il RANIELLO mi disse: “ora sei diventato uno di noi” e prima mi confidò l’episodio della sparatoria e poi mi disse che i due omicidi a Marano u russ, fratello di PASTELLA Egidio e Totore pittbull, VIGNA Salvatore, erano stati uccisi dai Carrisiani che avevano fatto un piacere a SIMIOLI Giuseppe o Petruocelo, in quanto entrambi molto amici, si erano alleati con Mariano RICCIO. Anzi fu proprio questo grosso piacere che i Carrisiani avevano fatto al Petruocelo, che diede l’avvio alla fusione di questi due gruppi criminali. Mi sono anche ricordato che in occasione del pestaggio consumato ai danni del figlio di cicc e l’acqua, non solo c’era anche RANIELLO Giovanni ma Raimondo NICOLA, disse a CANDELA Cristofaro di andare a prendere una pistola, tanto fu ordinato da Salvatore “u russ”. CANDELA si allontanò ed andò di fronte a dove noi stavamo, e cioè una strada di fronte al Truglio e ritornò con una pistola dopo pochi minuti; se non mi sbaglio li abita la madre di CANDELA Cristofaro. Sempre in ordine al pestaggio devo dirvi che a dare il colpo di pistola in testa alla vittima non fu solo Cristofaro CANDELA ma anche Nicola RAIMONDO detto o spagnolo. Vi riferirò poi dei beni della disponibilità del RANIELLO e di tuti gli altri. …omissis

 

Interrogatorio di GIANNUZZI Teodoro del 12/10/2018:

…omissis… Foto nr.7: riconosco Tommaso “il pollastro”, soprannome in realtà del padre. Ha iniziato a lavorare droga con Franco “Badoglio” ed il figlio, nel 2010 invece aveva iniziato a lavorare con i figli di “Ciccio pertuso”. Quando ruppero la testa al figlio di “Ciccio pertuso”, questo Tommaso, che all’epoca stava con lui, camminava armato. Vi spiego, in quel periodo i fratelli PASTELLA erano affiliati a Mariano RICCIO. Io all’epoca ero detenuto, quando poi sono uscito, Giovanni “il milanese” e GALA Antonio mi dissero che il motivo del predetto contrasto fu che il padre di Giggino, “Ciccio pertuso”, si era preso degli appartamenti di Mariano RICCIO a Marano. Lo pestarono selvaggiamente, tanto che SIMIOLI Giuseppe, per dare soddisfazione a “Peppe POLVERINO, del quale “Ciccio pertuso” era uomo di fiducia, diede disposizioni di uccidere uno dei due fratelli PASTELLA, non ricordo se era “o’ russ” o il fratello Egidio, oltre che il “pitbull”, vicino ai predetti PASTELLA e quindi vicino alla frangia di Mariano RICCIO. All’epoca Giovanni “il milanese” mi disse che tale omicidio era stato consumato dagli ORLANDO, motivo per il quale avevano poi preso il sopravvento. L’Ufficio dà atto che si tratta di MANZO Tommaso …omissis…

 

Più recentemente (cfr. verbale del 4/12/2023) il GIANNUZZI, nuovamente interrogato sugli eventi, ribadiva la volontà omicidiaria condivisa dai clan POLVERINO e ORLANDO: l’esecuzione materiale dei due omicidi curata dagli ORLANDO/LUBRANO, del resto, sancì definitivamente l’ascesa criminale di questi ultimi che, progressivamente, sopravanzarono la storica compagine polveriniana.

 

…omissis…

Oggi precisa:

Confermo le dichiarazioni rese e che mi avete appena letto. Ribadisco che l’uccisione del PASTELLA e del VIGNA scaturì dalla volontà comune degli ORLANDO e dei POLVERINO, al fine di impedire il sopravvento di RICCIO Mariano a Marano. L’esecuzione dei due omicidi fu materialmente comunicata dagli ORLANDO/LUBRANO e, come corrispettivo di questa cosa, fu pretesa la divisione al 50% dei proventi delle estorsioni con i POLVERINO. Tali notizie le ho apprese dal racconto di RANIELLO Giovanni.

A.D.R.: Non sono a conoscenza di chi materialmente ha effettuato gli omicidi.

A.D.R.: L’episodio del pestaggio del figlio di CERULLO Sabatino era legato ad una vicenda immobiliare che riguardava il già menzionato CERULLO e i fratelli PASTELLA Egidio e Antonio, come detto, affiliati a RICCIO Mariano.

Il collaboratore SIMIOLI Giuseppe introduceva, per primo, la circostanza relativa al “passaggio” di alcuni affiliati dei POLVERINO a quella degli ORLANDO, rivendicando la paternità del mandato omicidiario e la concertazione “comune” degli omicidi sopra dettagliatamente descritti (Dopo l’omicidio di FELACO Luigi, di cui ho accennato in precedenti interrogatori, e dopo l’arresto di RICCIO Mariano e dei suoi uomini, decidemmo di uccidere PASTELLA Antonio che si era affiancato al gruppo dei RUGGIERO dell’acqua – con cui intercorre anche una parentela – per dare appoggio a RICCIO Mariano… All’epoca, unitamente a RUGGIERO Giuseppe e NAPPI Carlo, demmo incarico a POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e POLVERINO Crescenzo detto Crescenziello di individuare il PASTELLA e carpire i suoi spostamenti in modo da portare a compimento l’agguato).

Interrogatorio di RUGGIERO Giuseppe del 27/10/2023:

 Omicidio di PASTELLA Antonio detto o’ russ.

Il PASTELLA era un soggetto criminale di Marano che gravitava, insieme ad altre due o tre persone, nel gruppo di Mariano RICCIO. Quando ci fu il contrasto col predetto RICCIO che voleva “entrare” criminalmente a Marano, decidemmo di bloccare questo progetto uccidendo alcuni suoi affiliati. Le altre persone da colpire erano PASTELLA Egidio, tale RUGGIERO quello dell’acqua insieme a tutta la sua famiglia, VIGNA Salvatore ed altri che al momento non ricordo.

L’omicidio è stato deliberato da SIMIOLI Giuseppe – all’epoca capo dei POLVERINO – e da ORLANDO Antonio detto mazzolino all’epoca latitante e a capo del gruppo ORLANDO. L’accordo prevedeva che chiunque di noi avesse trovato il PASTELLA lo doveva ammazzare. L’omicidio avvenne tra gli anni 2013/2014 e, comunque, quando io ero latitante.

A.D.R.: L’omicidio è stato commesso materialmente dagli affiliati del gruppo ORLANDO. La mia conoscenza è diretta in questi termini: quando ero latitante, non ricordo se ai Camaldoli – appoggiato da DE LUCA Alessandro – o a Santa Maria Capua Vetere, venne a trovarmi POLVERINO Vincenzo detto peruzzo – inviato direttamente da ORLANDO Antonio detto mazzolino – il quale doveva trasmettermi un messaggio. In particolare mi doveva dire che avendo “loro” fatto l’omicidio del PASTELLA avevano diritto ad ottenere il 50% del provento delle estorsioni, mentre prima ricevevano da SIMIOLI Giuseppe soltanto lo “stipendio”. Per quanto mi disse peruzzo, a commettere materialmente l’omicidio erano stati LUBRANO Armando e ORLANDO Angelo detto o’ malomm, più qualche altro soggetto di fuori paese di cui, però, non mi ha fatto il nome.

A.D.R.: Quando ci fu l’incontro con peruzzo, con me c’era NAPPI Carlo.

A.D.R.: Dell’incontro con peruzzo e dell‘informazione ricevuta, informai immediatamente Giuseppe SIMIOLI tramite Antonio NUVOLETTA che in quel momento ne curava la latitanza.

A.D.R.: peruzzo nel corso del nostro incontro non mi disse se avesse partecipato o meno all’omicidio.

Alle ore 10:32 si sospende momentaneamente la verbalizzazione e la registrazione.

Alle ore 10:40 si riprende la verbalizzazione, precisando che la registrazione audio e video viene effettuata con un secondo file.

A.D.R.: Come mi chiedete devo specificare che in quel periodo, SIMIOLI Giuseppe mi chiese di “adoperare” mio figlio Salvatore per la gestione delle sue attività lecite e illecite. In quel periodo, ricordo infatti che mio figlio creò un rapporto strettissimo col SIMIOLI, tant’è che andava più spesso a trovare lui che me, quando eravamo entrambi latitanti. Per scherzare, a volte, dicevo al SIMIOLI che aveva fatto il lavaggio del cervello a mio figlio.

In quel periodo, in pratica, mio figlio si confidava con Peppe SIMIOLI e non con me, anche e soprattutto per questioni di “malavita”, tenuto conto che Giuseppe SIMIOLI lo mandava ovunque in relazione ai suoi affari illeciti, quindi è molto probabile che ci siano cose, anche riferibili a questo omicidio che mio figlio sapeva e di cui ha parlato esclusivamente con il SIMIOLI e non con me.

A.D.R: peruzzo mi raccontò che l’omicidio avvenne nella mattinata sul corso principale di Marano all’esterno di un bar. Non sono a conoscenza delle armi utilizzate ma appresi da peruzzo che i killer utilizzarono un furgoncino.

A.D.R.: all’incontro avvenuto ai Camaldoli con peruzzo, ora ho ricordato che eravamo presenti io, NAPPI Carlo, CATONE Castrese detto pollosud e DE LUCA Alessandro, questi ultimi tre erano venuti tutti insieme.

A.D.R.: Quando peruzzo venne a comunicarmi la notizia dell’omicidio PASTELLA io ebbi la netta sensazione che ormai, lui, avesse fatto il “passaggio” da noi agli ORLANDO. Ciò anche per l’importanza dell’imbasciata che stava recapitando. A seguito di tale incontro vi è stato un ulteriore incontro – avvenuto sempre ai Camaldoli – con SIMIOLI Giuseppe e NAPPI Carlo, in cui discutemmo dell’omicidio PASTELLA e della richiesta degli ORLANDO della ripartizione dei proventi al 50%. A tale incontro sopraggiunsero POLVERINO Vincenzo detto peruzzo e CATONE Castrese detto pollosud; comunicammo agli stessi che eravamo d’accordo sull’equa spartizione dei proventi delle estorsioni. Sul punto, io e NAPPI Carlo dovemmo convincere SIMIOLI Giuseppe che era restio a cedere alla richiesta degli ORLANDO, al punto che lo stesso SIMIOLI, con fare polemico, disse: diamo a loro il foglio degli stipendi e delle estorsioni e noi continuiamo a vivere con la droga.

 

Omicidio di VIGNA Salvatore detto pitbull.

Anche l’omicidio di VIGNA Salvatore rientra nella contrapposizione con Mariano RICCIO. Costui, infatti, era un altro soggetto – come PASTELLA Antonio – vicino al RICCIO, motivo per il quale doveva essere eliminato.

A.D.R.: L’omicidio del VIGNA segue quello del PASTELLA. All’epoca io ero latitante insieme a NAPPI Carlo ai Camaldoli. Anche in questo caso fu peruzzo ad avvisarmi dell’omicidio. Mi pare che l’evento si verificò di sera. Fu NAPPI Carlo a chiedere a peruzzo se fossero stati sempre gli ORLANDO ricevendo conferma dal POLVERINO. In particolare ci disse che il gruppo di fuoco era nuovamente composto da LUBRANO Armando e ORLANDO Angelo.

A.D.R.: nell’occasione peruzzo mi disse che per l’omicidio era stata utilizzata una motocicletta oltre ad una macchina “d’appoggio”.

A.D.R.: Anche questo omicidio aveva come mandante ORLANDO Antonio detto mazzolino, anche perché il movente era lo stesso e rientrava nella strategia di contrapposizione a Mariano RICCIO.

A.D.R.: Come ho già detto in precedenza, io, NAPPI Carlo e SIMIOLI Giuseppe eravamo d’accordo con la strategia degli ORLANDO di uccidere questi soggetti al fine di scongiurare il sopravvento di RICCIO Mariano su Marano. Ciò perché consideravamo le persone poi ammazzate, una sorta di “testa di ponte” di Mariano RICCIO su Marano.

A.D.R.: Questa strategia rientrava nella storica volontà dei POLVERINO di evitare ingressi “esterni” su Marano, in particolare dei secondiglianesi.

A.D.R.: Ho ricordato un particolare rispetto all’omicidio di PASTELLA Antonio. Qualche tempo prima di ricevere la visita di peruzzo che mi raccontava di tale omicidio, io e NAPPI Carlo incontrammo SIMIOLI Giuseppe il quale ci disse di aver visto ABBATIELLO Paolo che si era attribuito l’omicidio del PASTELLA nell’ottica dello scambio di favori esistente tra i due clan. Alla fine, scoprimmo che si trattava di una sorta di truffa che ABBATIELLO ci voleva fare, per disobbligarsi dell’omicidio dell’amante della moglie di LICCIARDI Giovanni, persona da noi uccisa e successivamente disciolta nell’acido. Al riguardo devo precisare che il cadavere della vittima non si è sciolto completamente e che il “tronco” fu seppellito in un terreno che sarei in grado di indicare. Anzi, ricordo che NAPPI Carlo praticò un “segno” sulla pianta nei pressi della quale è stata seppellita la vittima. Alle operazioni di seppellimento – all’interno di una buca di circa due metri di profondità – procedemmo io, NAPPI Carlo, SIMIOLI Giuseppe, POLVERINO Crescenzo e DE LUCA Alessandro.

Mi riservo di fare mente locale ed eventualmente fornire ulteriori elementi in ordine agli omicidi di PASTELLA Antonio e VIGNA Salvatore.

A.D.R.: A seguito del “passaggio” di POLVERINO Vincenzo detto peruzzo, con gli ORLANDO, io, NAPPI Carlo e SIMIOLI Giuseppe ci eravamo orientati ad ammazzarlo e di questa cosa ne parlammo riservatamente con POLVERINO Salvatore detto Toratto. Le dico che avremmo dovuto operare io e NAPPI Carlo sfruttando l’abitudine di peruzzo di “appoggiarsi” ad un macello a Quarto, zona nella quale noi avevamo un appoggio e quindi ci era comodo e facile operare. L’omicidio non fu poi commesso perché avrebbe comportato conseguenze piuttosto serie con la famiglia, anche in relazione a potenziali ritorsioni nei confronti dei nostri familiari che avevamo a Marano.

A.D.R.: Subito dopo il mio arresto anche il mantenimento dei detenuti passò nelle mani degli ORLANDO. Io ho ricevuto da “loro” circa un paio di mesate dopo di che si è interrotto ogni tipo di dazione. Ho appreso in carcere, però, che mentre per noi POLVERINO il “mantenimento” era stato bloccato, i pagamenti per gli affiliati degli ORLANDO continuano tutt’ora.

A.D.R.: Ricordo ancora che ci fu un incontro molto “affollato” avvenuto a Santa Maria Capua Vetere a cui parteciparono tutti gli ORLANDO, nello specifico erano presenti ORLANDO Antonio detto mazzolino, LUBRANO Armando, ORLANDO Angelo detto o’ malomm,; per noi POLVERINO erano presenti POLVERINO Vincenzo, POLVERINO Crescenzo, DE LUCA Alessandro, mio figlio RUGGIERO Salvatore, MORACA Felice detto pinotto, VISCONTI Claudio detto Caccone, NAPPI Carlo, io e SIMIOLI Giuseppe e qualche altro che al momento non ricordo. Nel corso di questa riunione gli ORLANDO avanzarono una richiesta di un milione di euro per le loro necessità e per l’avvio della nuova attività criminale.

 

Più recentemente (cfr. verbale del 4/12/2023), richiesto di opportuni chiarimenti, RUGGIERO Giuseppe confermava la “doppia matrice” (POLVERINO/ORLANDO) a cui era ascrivibile il mandato omicidiario. Nella circostanza era chiarita, poi, la vicenda relativa al “pestaggio” di CERULLO Luigi che, nonostante la capillare diffusione della notizia sul territorio, risultava essere infondata. In ultimo, emergeva il coinvolgimento diretto di POLVERINO Vincenzo detto “peruzzo” nelle fasi preparatorie di entrambi gli omicidi: in particolare il POLVERINO avrebbe effettuato più sopralluoghi finalizzati a rintracciare le vittime e a carpirne abitudini e spostamenti.

 

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