Politici e vip spiati: l’inchiesta si allarga. Una rete creata (per fini politici) per rovinare la reputazione di persone

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I presunti casi di dossieraggio su politici, calciatori, personaggi del mondo dello spettacolo, emersi da un’inchiesta di Perugia su un magistrato della Direzione nazionale antimafia, Antonio Laudati, e un luogotenente della Guardia di finanza, Pasquale Striano, stanno scuotendo magistratura e politica e il Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, e il Procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, hanno scritto al Csm, al Copasir e alla commissione Antimafia per chiedere di essere auditi. «Consideriamo doveroso richiedere di valutare, con l’urgenza del caso – scrivono – l’opportunità di disporre l’audizione degli scriventi al fine di rendere, nei limiti e secondo le forme consentite dalla legge, le informazioni sulle vicende relative al cosiddetto “dossieraggio” di esponenti politici e del mondo economico necessarie alle valutazioni riservate a ciascuna di codeste Istituzioni». Dal Pd arriva l’apprezzamento per la scelta dei due procuratori: «Sono da respingere alcune dichiarazioni scomposte e delegittimanti di esponenti politici verso la stessa magistratura e la stessa Antimafia. Le audizioni di Raffaele Cantone e Giovanni Melillo saranno un contributo e un aiuto sulla vicenda con quella chiarezza e trasparenza per le quali tutta la politica dovrebbe impegnarsi», sottolineano i dem.Dall’indagine di Perugia è emersa una violazione di banche dati statali con circa 800 accessi abusivi per presunte attività di dossieraggio. Tra i primi a chiedere chiarezza il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri (tra i nomi al centro dei presunti abusi ci sono quasi tutti i ministri dell’attuale governo). «La vicenda che investe la Procura Nazionale Antimafia è uno scandalo molto più grave di altri simili che si sono verificati nel passato, determinando conseguenze fino a Commissioni di inchieste parlamentari oltre che inchieste giudiziarie», sottolinea Gasparri, aggiungendo: «È difficile pensare che un singolo esponente della Guardia di finanza abbia deciso questo rastrellamento di notizie illegali». Secondo Gasparri, oltre a coinvolgere Ordine dei giornalisti (per le notizie sull’inchiesta che sono trapelate e sono state pubblicate) e Csm, «serve un’immediata ispezione alla Procura Nazionale Antimafia». La Lega parla di «un vero e proprio attacco alla Repubblica e alla democrazia che coinvolge magistratura, Guardia di finanza e giornali di sinistra», «chiederemo che il Copasir approfondisca la questione in dettaglio fino alla completa chiarezza sui fatti, a partire dalle audizioni dei vertici presenti e passati della Guardia di finanza e dell’Antimafia». Anche dal centrosinistra arriva un grido d’allarme, in particolare da Italia Viva, con i senatori Borghi e Paita che chiedono di «andare fino in fondo». «Ci sono filiere di potere» che hanno gestito l’operazione?, si chiede il capogruppo a Palazzo Madama. Mentre la coordinatrice nazionale del partito di Matteo Renzi ricorda che proprio il suo leader «è stato il primo ad essere vittima di dossieraggio e a denunciarlo: si tratta di un hackeraggio di Stato». «Come membro della commissione Antimafia sarà mia cura andare fino in fondo a questa vicenda che rappresenta un vulnus democratico gravissimo e preoccupante», aggiunge Paita. Da Azione è Enrico Costa a puntare invece il dito contro i giornalisti: «È ’giornalismo d’inchiestà pubblicare notizie segrete conosciute solo perché qualche inquirente le ha scaricate abusivamente da banche dati riservate? È una ’fontè da tutelare chi, posto a tutela della sicurezza dello Stato, diffonde notizie segrete?», si chiede l’autore dell’emendamento al ddl Giustizia sulla pubblicazione degli atti giudiziari definito dai detrattori ’legge bavagliò. Mentre fonti del M5S sottolineano che tra i nomi emersi ci sono anche quelli del leader, Giuseppe Conte, e della compagna, invitando dunque FdI a «leggere almeno la rassegna stampa» prima di dire «che non ci sono politici dell’opposizione» tra le vittime del dossieraggio. Dal Copasir è il senatore leghista Claudio Borghi ad accogliere con soddisfazione il messaggio di Cantone e Melillo: «Benissimo che abbiano subito dato disponibilità ad essere auditi. Verificheremo”.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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