Da qualche tempo affermo che, a mio avviso, l’avventura della Giunta Morra stia per volgere a termine, nello specifico gli dò il tempo che si conclude l’iter del Piano Urbanistico Comunale.(P.U.C.). Argomento dominante e unificatore per la compagine elettorale vincente che si era costituita intorno a questo tema, e per il quale il suo promotore principale si era prodigato. In opposizione netta all’idea di una maggioranza più ampia di una larga intesa che non avrebbe permesso le lottizzazione del vecchio Piano Regolatore e la conseguente ulteriore cementificazione della zona sulla base per altro, delle indicazioni precedenti dal Partito Democratico che aveva sostenuto che le nuove costruzione dovevano avere un’incidenza pari a zero ed il restante terreno adibito a parcheggio e verde attrezzato, contraddicendo le decisioni prese dalla medesima dirigenza del Partito nella precedente amministrazione Visconti. Al suo insediamento con la dichiarazione del Sindaco di voler allargare la maggioranza, convinto che chi vince una competizione elettorale deve governare, i miei suggerimenti sono stati tutti indirizzati al raggiungimento di un’amministrazione efficiente che potesse superare le difficoltà esistenti ed invitavo le minoranze ad effettuare un’opposizione costruttiva per il benessere collettivo. Ho cambiato opinione negli ultimi articoli perché ho percepito che in realtà nelle intenzioni del sentore non c’è la volontà di un vero cambiamento, pertanto ho percepito che le dimissioni del Sindaco sarebbero avvenute nel breve periodo.
Infatti il precipitarsi degli eventi che evidenziano la fragilità di una salda volontà al cambiamento tant’è che a otto mesi dal suo insediamento la Giunta non è completa, per non parlare della discutibile nomina del Vice-Sindaco, il giovane Luigi Carandente, uno degli artefici del precedente scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazione camorristica. Anche l’attesa e mai perfezionata nomina dell’assessore in rappresentanza del gruppo De Lorenzo-Coppola che gli ha permesso di vincere le elezioni, espressione del Consigliere Regionale Mario Casillo, non in linea con il duo Porcelli-Fiola di stretta osservanza del Governatore De Luca con il quale il Sindaco dichiara di appartenere, attesta questa mancanza di apertura ad un’intesa più larga e fa intravedere la possibilità di un sostegno calante al Sindaco stesso da parte del partito.
A questo aggiungiamo la problematica della struttura del Giudice di Pace che si trascina da anni con una perdita enorme sia in termini finanziari per le casse comunali e quindi per la collettività che per le deficienze degli organi preposti seguito dalla denuncia prodotta dal consigliere di opposizione, De Stefano, che ha prodotta denuncia alla Corte dei Conti, avvalorata dalla rettifica della ex Assessore alla legalità Avv. De Nigris, la quale ha tenuta a ribadire che sia lei, nella qualità che ex Sindaco Rodolfo Visconti , si adoperarono per fare emergere la verità, avevano prodotto un esposto-denuncia alla Procura della Corte dei Conti per le inadempienze sia degli uffici tecnici che dei rappresentanti politici della precedente amministrazione in cui Morra ne ha fatto parte per un periodo ricoprendo la carica di Assessore al ramo. Considerato altresì che l’attuale Commissione inviata dal Ministero delle Finanzia, tuttora al lavoro, nelle sue deduzioni non può non tenere conto del gravoso evento, come le altrettante inadempienze scaturite dalle carenze nella presentazione di richieste di finanziamenti per i beni confiscati alla camorra nonché il rigetto dei finanziamenti predisposto dalla Città Metropolitana, vantati, pubblicizzati oltre il dovuto, e poi esclusi. Per non citare, che in modo pedissequo vengono citate dalla stampa locale, circa le inadempienze di codesta Amministrazione, ultime le sette inadempienze riportare nell’ Editoriale. Marano, Morra si dimetta prima che sia troppo tardi.
Se a tutto ciò aggiungiamo la denuncia della consigliere massimalista Stefania Fanelli, la quale afferma “Quando verranno prese sul serio le distanze da chi ha brindato con chi si è reso protagonista del saccheggio del territorio sarà troppo tardi “con il probabile scioglimento le responsabilità saranno chiare. Dulcis in fundo la foto!
Ci rendiamo conto che il culmine ha oltrepassato ogni limite, il rischio di una commissione d’accesso è alle porte e quindi un possibile quinto scioglimento è probabile. Premesso, altresì, che per molto meno la precedente Giunta Visconti è stata dichiarata sciolta per infiltrazione camorristica al cui Sindaco si poteva addebitare solo di non avere un adeguato spessore politico mentre per l’attuale Sindaco considerato il suo passato politico e per il ruolo che svolge a livello regionale, questo non puo’ essere ascritto
solo la nomina di una possibile commissione di indagine andrebbe politicamente ad incidere sulla sua carriera alla Regione Campania .
Non vorrei ricorrere alla teoria dei corsi e dei ricorsi storici del meridionalista Giambattista Vico. Poiché un tempo esistevano i Partiti con le dovute discipline, oggi con il sopravvento del populismo la politica è alla rinfusa.
Un tempo in cui la politica ed il ruolo dei partiti avevano ancora un senso, relativamente alla .
di Città Giardino, che presentava diversi punti controversi, dai banchi della maggioranza, quale capogruppo del partito di maggioranza tenni a ribadire all’allora Sindaco Avv. Giuseppe Carandente Giarrusso che da quel momento non era più Sindaco perché il gruppo di maggioranza relativa gli aveva tolto la fiducia. Pertanto oggi come memoria storica della sinistra, da convinto Riformista, di fronte a queste susseguirsi di inadempienze che potrebbero portare ad uno scioglimento con un successivo commissariamento che la città già stremata non potrebbe permettersi di subire, per il bene della collettività invito Matteo Morra a presentare le dimissioni e che siano irrevocabili.
Se questa è un’azione da gufo come sostenuta da qualche persona intima del Sindaco, vuol dire che non si comprende la gravità del danno che potrebbe subire la città di Marano per cui chi come me, e sono tanti, fanno in primis gli interessi della città, uno eventuale ulteriore scioglimento del Consiglio Comunale con un commissariamento prefettizio di lunga durata metterebbe ulteriormente in ginocchio questa martoriata città.
Franco De Magistris
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