Campi flegrei, cosa accadrebbe con l’allerta arancione

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Se cambiasse il grado di allerta nei Campi Flegrei, possibilità di cui ha parlato di nuovo oggi in commissione Ambiente il ministro Musumeci, si rischierebbe uno scenario disastroso senza precedenti, anche a causa dei costi economici che potrebbe avere effetti molto pesanti sulle casse dello Stato, oltre che – come temono i sindaci della zona rossa – sul turismo e sulle attività economiche del territorio. Difatti il piano di evacuazione per rischio vulcanico, messo a punto già da anni dal Dipartimento della Protezione civile nazionale, prevede specificamente un contributo economico da parte dello Stato per tutte le persone che intendessero allontanarsi spontaneamente e con mezzi propri dalle loro abitazioni. Esse – spiega il documento della Protezione civile – “potranno trasferirsi presso una sistemazione alternativa ricevendo un contributo economico da parte dello Stato”.

Le incognite

 I Comuni inseriti nella zona rossa sono sette, per una popolazione complessiva di circa 500-600 mila abitanti. Quanti sarebbero disposti a rimanere nelle loro abitazioni su un vulcano attivo, sapendo che  l’eventuale innalzamento del livello di allarme indica l’aumento delle probabilità di  eruzione? A quel punto potrebbero essere centinaia di migliaia le persone che sceglierebbero di allontanarsi, contando anche sul contributo economico statale. E qui sorge un altro interrogativo che molti di quelli che abitano tra Pozzuoli e dintorni si stanno già ponendo: a quanto ammonterebbe il contributo? Una domanda  tutt’altro che campata in aria. Rispetto alla quale al momento non vi sono risposte. Insomma, uno dei nodi di questa complessa situazione è che un nuovo livello di allerta costi troppo e che sia molto complicato reperire le risorse necessarie.

Non va dimenticato che nella storia della vulcanologia non ci sono precedenti di un’evacuazione che abbia riguardato mezzo milione di persone. Ma al di là delle conseguenze sui privati cittadini, l’allerta arancione avrebbe una serie di effetti anche su molte strutture pubbliche. Nell’area flegrea infatti andrebbero sgomberate strutture ospedaliere, case di cura e carceri. In particolare si dovrebbero trasferire i pazienti del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, del San Paolo di Fuorigrotta, del Fatebenefratelli di Posillipo, di cinque strutture residenziali per anziani e di sei case di cura private accreditate. Trasferiti anche i detenuti dell’istituto penitenziario minorile di Nisida e le detenute del carcere femminile di Pozzuoli. A conti fatti si parla di circa 3500 persone tra pazienti, detenuti e dipendenti pubblici.

Stadio Maradona in zona rossa

Anche il quartiere Fuorigrotta rientra nella cosiddetta zona rossa. E quindi lo stesso stadio Maradona, dove il Napoli gioca le partite in casa. In caso di passaggio al livello di allerta arancione, potrebbero esserci problemi anche per lo svolgimento delle gare per questioni di sicurezza.

I beni culturali

Un capitolo a parte è quello dei Beni culturali che andrebbero messi in sicurezza. Un obiettivo al quale da tempo stanno lavorando gli esperti ministeriali ai quali il ministro Gennaro Sangiuliano ha affidato il delicato incarico. Potrebbe essere necessario non solo tentare di creare “barriere” per difendere le vestigia di epoca romana dal peso di ceneri e altri materiali eruttivi, ma in alcuni casi trasferire in depositi lontani una parte delle antichità.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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