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Approvazione del piano di programma, progressioni del personale, nuove assunzioni di professionalità all’altezza di intercettare le risorse necessarie a mettere la società in condizione di affrontare nuove sfide produttive. E ancora, approvazione dei bilanci 2022 e 2023 e chiusura dell’accordo transattivo con il Comune di Napoli, partecipazione ai bandi del PNRR, avvio dei progetti già pronti per l’ammodernamento della rete idrica e fognaria. Sono le questioni discusse oggi dalla commissione Infrastrutture, presieduta da Nino Simeone, con la partecipazione dei rappresentanti di diverse sigle sindacali e del direttore generale di ABC Sergio De Marco.
Per i sindacati intervenuti il nodo centrale resta quello del personale e dell’approvazione del piano di programma, due dei punti più importanti che si collegano alla necessità di chiudere la transazione tra azienda e Comune di Napoli e alla successiva approvazione dei bilanci. Non è possibile, hanno detto, pensare che l’azienda possa svolgere tutte le attività di cui è titolare senza poter contare su un numero adeguato di risorse umane e su nuove professionalità. Vanno poi garantite le progressioni di carriera del personale già in servizio, anche per evitare i numerosi contenziosi che potrebbero aprirsi. Una riflessione, hanno concluso, va fatta anche sul modello aziendale, per valutare l’opportunità di modifiche statutarie che agevolino un migliore funzionamento della società.
Per Sergio D’Angelo (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) molti dei problemi elencati, come i bilanci non approvati e la scarsa capacità di spesa, non dipendono dalla natura di azienda speciale di ABC, che è tra l’altro l’azienda pubblica del Comune che presenta meno problemi e può vantare le tariffe più basse di Italia, la migliore qualità dell’acqua e del welfare aziendale. Non si possono non condividere tuttavia le riflessioni sull’impossibilità di mantenere blocchi di assunzioni e di carriera a fronte di trasferimenti di impianti e di attività, pena la condanna a decrescere e a peggiorare la qualità del servizio. D’Angelo si è poi detto d’accordo sulla modifica dello statuto per prevedere un equo compenso del cda e riflettere sul suo ridimensionamento.
Per Gennaro Acampora (Partito Democratico) occorre capire gli sviluppi societari per i prossimi anni, una questione collegata a quella dello sviluppo di personale, e aprire una trattativa seria sulle progressioni del personale e sulle nuove assunzioni per garantire le attività da svolgere. Condivisibile anche l’idea di aprire al cambio dello statuto societario.
Carlo Migliaccio (Insieme per Napoli Mediterranea) ha ricordato che l’azienda dell’acqua è l’ultimo gioiello delle aziende napoletane, penalizzata dalle scelte della Regione e dall’affidamento ai privati di grandi progettazioni, nonostante lo sforzo del direttore generale De Marco. Il timore è che vi sia un progetto per farla rientrare in una sfera privata, un disegno al quale il Consiglio comunale deve opporsi in modo compatto.
Aniello Esposito (Partito Democratico) ha rilevato che le anomalie elencate derivano dal passato e sono riconducibili sia al mondo sindacale che istituzionale; il Consiglio comunale deve ora lavorare con la massima attenzione per invertire questa rotta.
Sergio De Marco, direttore generale di ABC, ha chiarito che il contenzioso fra ABC e Comune di Napoli è giunto ormai alle battute finali. La partita creditizia della società verso il Comune è di poco superiore agli 80 milioni di euro. Subito dopo si passerà alla redazione del bilancio 2022 che porterà benefici immediati in termini economico-finanziari. È chiara, ovviamente, la sofferenza derivante da anni di mancate assunzioni e progressioni di carriera, situazione che ha fatto perdere all’azienda ottime professionalità. È pronto il piano triennale con la riorganizzazione della società e il piano del personale, già presentato al cda. Ottantacinque le unità di personale da assumere, di cui la metà si spera di far entrare in azienda già nel corso di questo anno nel 2023, mentre sono 90 le progressioni di carriera previste su una platea di 455 dipendenti, anche se si ragiona su ipotesi di allargamento. De Marco ha concluso ricordando la partecipazione ai bandi per il finanziamento di progetti di ammodernamento delle reti idrica e fognaria e le nuove sfide che attendono l’azienda, concordando sulla complessità dello statuto societario e sulla opportunità di una sua revisione.
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