MARANO, LA GIUNTA INCOMPLETA E LE STRATEGIE DI MORRA. TUTTO E’ NELLE SUA MANI. SE VUOLE EVITARE RISCHI SA COSA FARE, MA LO FARA’?

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Matteo Morra è già a un bivio: deve decidere se rischiare un nuovo scioglimento o fregarsene di alcuni compagni di viaggio, attuali o futuri. E su questo fronte, molto si giocherà nelle prossime settimane. Il “cerbero” Morra deve completare la rosa della giunta: mancano due tasselli. Lorenzo Di Marino e Pasqualino Coppola sono alla finestra, hanno o avrebbero avuto rassicurazioni in tal senso, ma nell’entourage di Morra sono sicuri: “Se ne andranno con una mano avanti e l’altra…”. Morra, secondo i bene informati, li avrebbe mandati a comprare il pepe. Ma la storia non sembra essere così semplice: Di Marino partecipa a tutti gli eventi dell’amministrazione, dalla presentazione dei consiglieri ai consigli comunali: sembra strano, dunque, che si sia fatto abbindolare in questo modo.

Morra, però, anche un altro problema: si chiama Demos. Demos spingeva per avere la presidenza del consiglio comunale o in alternativa il vicesindaco. Non ha avuto né l’una né l’altra e, sempre secondo alcuni fedelissimi del sindaco, non avrà nulla nemmeno a settembre. Poiché, sempre secondo alcuni, si sarebbe caricata – attraverso Gianni Porcelli, consigliere regionale di riferimento – l’assessore all’Ambiente, funzionario Arpac, Paolo Varriale. C’è poi, per Morra, la questione dei quasi impresentabili che non ricoprono o dovranno ricoprire ruoli in giunta o in Consiglio. E’ il cosiddetto problema degli “sponsor”, parimenti importanti e, a quanto pare, sottovalutato dal primo cittadino.

Morra, dunque, deve decidere: accontentare i Carandente, Di Marino e gli sponsor o scompaginare il tavolo, silenziando e inimicandosi qualcuno (anche tra quelli già in giunta, in modo da poter aprire ad altri) per rendere la sua operazione politica e amministrativa meno a rischio, più “potabile” sotto il profilo politico.

Il destino è nelle sua mani. Sarà lui a decidere se questa avventura durerà a lungo o se si fermerà tra un paio di anni al massimo. Cosa vuole fare Morra da grande? Vuole essere ricordato come colui che ha salvato l’ente comunale o come uno degli innumerevoli politici locali, ovvero senza acume tattico e coraggio?

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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