Faida Pianura, ieri l’ennesimo agguato. Per gli investigatori “Antonio Gaetano doveva morire

0
Condividi
1.856 Visite

Non una semplice punizione. Antonio Gaetano doveva morire. A riferirlo sono gli investigatori incaricati di fare luce su quanto accaduto mercoledì sera in via Torricelli, luogo del fallito agguato.

Sono da poco passate le 23 quando il commando è entrato in azione. Gaetano, 19 anni oggi, si trovava nei pressi del civico 334 quando, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato avvicinato da due soggetti in scooter che, senza esitazione, hanno aperto il fuoco. Quattro colpi in rapida successione, due dei quali hanno raggiunto la vittima alla gamba destra e al piede destro. Nonostante le ferite, però, Gaetano è riuscito a trovarsi un riparo mentre i sicari non hanno avuto altra scelta che darsi alla fuga. A soccorrere il ragazzo è stato il padre che, poi, lo ha trasportato all’ospedale San Paolo con la sua auto. Qui, dopo aver ricevuto le prime cure del caso, è stato interrogato dagli agenti dell’ufficio prevenzione generale chiamati sul posto dai medici della struttura. Poche, in realtà, le indicazioni fornite dalla vittima che, ai poliziotti, ha riferito di non conoscere né gli assalitori né, tantomeno, il perché del raid.

Non solo. Dalle attività svolte dagli uomini del commissariato Pianura sugli attuali assetti malavitosi della zona sarebbe emerso che il ragazzino non soltanto sarebbe organico al sodalizio ma al suo interno ricoprirebbe, addirittura, un ruolo di vertice. Conosciuto con il soprannome di Plasmon, Gaetano, infatti, sarebbe stato incaricato di riorganizzare quello che resta della cosca dopo il blitz di alcune settimane fa. Intorno a lui, non a caso, si sarebbero radunati gli affiliati, quasi tutti giovanissimi, non finiti in manette. Tra questi, secondo gli investigatori, ci sarebbe anche Salvatore Di Maria, il 23enne arrestato per la tentata rapina a mano armata ai danni di una pizzeria di via Luigi Santamaria. Non solo. Agli ordini di Plasmon ci sarebbero anche alcuni personaggi che, qualche tempo fa, furono accusati sui social di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Andrea Covelli, il 27enne rapito e ammazzato solo perché imparentato a un affiliato al gruppo rivale dei Carillo-Perfetto. Accuse, quelle lanciate sulle piattaforme web che, però, almeno per ora, non hanno trovato riscontri investigativi.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti