Il candidato M5s, Amato, che attraverso i suoi post insultava tutti: da Di Maio a Conte, da Biden a Letta

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Dal suo profilo Facebook si è spesso lasciato andare ad attacchi decisamente poco velati nei confronti dei principali protagonisti della vita politica italiana e internazionale: così si presenta ai propri elettori Gaetano Amato, candidato per il M5S nel collegio uninominale per la Camera dei deputati Campania 1-07.

Politica estera

Tra i principali bersagli dell’attore di Castellammare di Stabia il collega ed ex comico Volodymyr Zelensky, attuale presidente dell’Ucraina.“Questo co***one in foto, che fa la star con i servizi fotografici, manco si trovasse in una fiction di terz’ordine”, scrive Amato in un post del 13 aprile scorso sotto un’immagine tratta per l’appunto da un servizio fotografico dedicato al premier ucraino, “ha rifiutato qualsiasi accordo che gli è stato proposto prima dell’aggressione dei russi (che in otto anni di guerra nel Donbass non sono mai intervenuti), che l’unica cosa che chiedevano era il non ingresso nella Nato, perché quello avrebbe significato armi nucleari fuori dalla porta di casa”. Un post poi ampliato da un riferimento a quanto fatto all’inizio del conflitto dal presidente degli Usa. “Non servivano i carri armati ma un serio impegno diplomatico”, conclude Amato, “dicendo a Biden fatti i ca**i tuoi e vattene a fan***o tu e le tue armi”.

Joe Biden che peraltro viene esplicitamente definito “scoreggione” per quanto accaduto in occasione della Cop26 di Glasgow nelle vicinanze di Camila Parker Bowles. C’è posto anche per gli altri leader mondiali, come ad esempio “Scholz, Draghi, Johnson, Macron, Borrell e Stoltenberg”, definiti senza troppi giri di parole “merdacce guerrafondaie” che giocano “a poker gettando nel piatto come posta vittime innocenti”.

Politica italiana

Poco prima che fosse resa ufficiale la propria candidatura, l’attore confessava ai suoi follower di non sapere per chi votare alle prossime consultazioni elettorali. A chi gli suggeriva di sostenere Conte, Amato aveva così replicato: “Tu non voti Conte, tu voti uno sconosciuto che, come Di Maio, potrebbe essere un pezzo di m***a”. Stessa espressione già utilizzata nel 2013 per attaccare l’allora dem Ivan Scalfarotto, attualmente tra le file di Italia Viva:“Sentire Scalfarotto dire che non vota Rodotà solo perché è stato proposto dal popolo e non scelto da lui, mi fa venire voglia di andare a ricordargli a furia di schiaffoni che se prende quei soldi ogni mese è perché rappresenta il popolo e non perché è geneticamente meglio ‘e me. Stu piezzo e m***a!”. Anche Brunetta nel 2011 finì nel suo mirino, quando venne definito “un uomo tutto d’un pezzo. Di un solo pezzo, l’altro pezzo non l’hanno montato”.

L’ipotesi che Luigi Di Maio, dopo l’uscita dal M5S, si potesse candidare in un collegio blindato di Modena per il suo nuovo partito aveva suscitato più di qualche perplessità nell’attore. “C’è una buona lavorazione dei maiali a Modena…”, scriveva l’attore il 31 luglio. Non è andata meglio meppure al segretario del Pd Letta. “È talmente sfigato che quando passa le scale si spostano e i gatti neri si grattano le palle!”, aveva scritto Amato in un post dedicato all’ex premier.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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