Gentile direttore,
Porgo alla sua cortese attenzione, quanto concerne la prassi burocratica disastrosa, all’Asl di competenza di Marano di Napoli. Premesso che ho mia madre 87enne, affetta da morbo di Alzheimer conclamato, quindi disabile al 100%, quindi invalida al 100%, nonché allettata e bisognosa di assistenza h: 24/24 di cui, mi faccio carico personalmente ogni giorno, salvo 2 giorni alla settimana, in quanto, grazie all’assistenza, da me retribuita, di una badante, ho il permesso di uscire per un oretta, per cui, ogni e qualunque pratica burocratica sono
costretto a disbrigarla personalmente. La scorsa settimana, mia madre è stata visitata da un ortopedico dell’Asl, il quale, ha prescritto delle terapie domiciliari. Tale referto, il medico, mi disse che avrei dovuto consegnarlo all’Asl, ’’obiettai che se lui aveva il suo gabinetto medico di competenza nella stessa sede Asl, sarebbe stato più semplice consegnarlo ai colleghi d’ufficio, piuttosto che far spostare me, ma rifiutò e mi disse che quella era la prassi.
Compatibilmente con le mie ore libere, ieri, mi sono recato all’Asl, prima al piano terra, dove avevo presentato precedentemente la richiesta dell’ortopedico, ma non era l’ufficio competente e, mi hanno mandato in un altro ufficio al 1° piano, non era neanche quello, ma un altro più avanti a sinistra. Arrivato finalmente all’ufficio giusto, l’impiegata mi disse di attendere e dopo poco mi chiamò per dirmi che dovevo recarmi al centro di Riabilitazione motoria che si trova alla fine del corso Mediterraneo, a portare in visione
il referto medico, lì dopo aver visionato il referto, mi avrebbero rilasciato un altro documento che insieme al referto avrei dovuto riconsegnare all’ufficio di cui prima. Non potendo recarmi il giorno stesso, per problemi di disponibilità oraria, ho chiamato stamattina il centro, sperando che avrei potuto inviare via fax o via mail il referto, ma niente affatto, il solerte impiegato, ha subito tenuto a precisare che il referto avrei
dovuto consegnarlo a mano, in quanto, doveva essere protocollato. Tutto questo quindi, sarebbe stato, diciamo un disagio, ma la botta finale deve ancora arrivare, eh sì… io pensavo di anticipare i tempi per far fare la terapia a mia madre quanto prima, macché, inutile precipitarsi, l’avrebbero messa in lista d’attesa la quale attualmente arriva a 7/8 mesi.
Da semplice cittadino, mi domando innanzitutto: ‘’ La buon anima di Ray Tomlinson, inventore dell’ e-mail, si starà rigirando nella tomba e, probabilmente si chiederà a cosa sarà servita la sua invenzione? Non sarebbe più facile, per gli utenti e gli impiegati burocrati, utilizzare questi strumenti così comodi, messi a disposizione dalla tecnologia, peraltro, in uso necessario tra i più e, abbandonando l’obsoleta consegna a
mano, visto che siamo di nuovo in piena pandemia e meno ci vediamo meglio è? Inoltre, tenuto conto che, l’impiegata nella premessa disse che sapeva di tempi lunghi, allora perché non intervenire, cambiando e/o convenzionando ulteriori centri? Certamente saranno domande da un milione di euro, soprattutto a Marano che non funziona nulla.
Giovanni Totaro
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