Anche Grillo stoppa Di Maio e gli “angiarosi” del M5s : no al terzo mandato

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 23-09-2017 Rimini Politica Italia 5 Stelle 2017 - Luigi Di Maio proclamato candidato premier Nella foto Beppe Grillo, Luigi Di Maio Photo Roberto Monaldo / LaPresse 23-09-2017 Rimini (Italy) Italy Five Stars 2017 In the photo Beppe Grillo, Luigi Di Maio
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Il fondatore del M5s Beppe Grillo entra, di nuovo, a gamba tesa nello scontro interno ai pentastellati. Mentre il braccio di ferro tra il leader Giuseppe Conte e il ministro Luigi Di Maio è all’apice, il garante (di fatto plenipotenziario) del Movimento non usa giri di parole: «No al terzo mandato». Una sponda a Conte, sì. Ma anche un macigno dopo l’ennesimo flop alle amministrative, perché sugli attuali 227 parlamentari pentastellati ben 66 stanno per completare il secondo mandato tra Palazzo Madama e Montecitorio. Uno su tre rimarrebbe quindi fuori dalle liste. Conte aveva provato a gestire il delicatissimo nodo prospettando un voto online degli iscritti, poi è però arrivato il post dell’«Elevato» sul blog, in cui c’è ben poco da interpretare.

Il «dilemma» della regola del doppio mandato «può essere superato in altri modi, senza per questo privarsi di una regola la cui funzione è di prevenire il rischio di sclerosi del sistema di potere, se non di una sua deriva autoritaria, che è ben maggiore del sacrificio di qualche (vero o sedicente) Grande Uomo», scrive Beppe Grillo sul suo Blog. Fonti parlamentari «contiane» vicine al garante M5S sottolineano come quest’ultimo passaggio di Grillo sia un riferimento al «sacrificio di Di Maio per il doppio mandato.

Dura la replica del capo della Farnesina: «Noi non stiamo guardando al 2050 ma è una forza politica che sta guardando indietro. Che senso ha cambiare la regola del secondo mandato? Io invito a votare gli iscritti secondo i principi fondamentali del Movimento perché questa è una forza che si sta radicalizzando all’indietro». Poi l’ulteriore affondo: «Mi sono permesso semplicemente di porre dei temi per aprire un dibattito su questioni come la Nato, la guerra in Ucraina, la transizione ecologica e ho ricevuto insulti personali come quello che ho visto sui giornali stamattina. Temo che M5s rischi di diventare la forza politica dell’odio, una forza politica che nello statuto ha il rispetto della persona».
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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