Giudice di Pace Marano, lo strano caso del mediatore Andrea Caso

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Giudice di Pace, nella giornata di ieri è stato raggiunto un accordo di massima tra i sindaci dei comuni del comprensorio che usufruiscono dei servizi della struttura maranese. Un accordo per la rimodulazione dell’attuale convenzione, che contemplerebbe anche l’ingresso del comune più grande, ovvero Giugliano.

Nella trattativa, in qualità di mediatore, si è proposto anche il deputato Andrea Caso, originario di Marano. Il pentastellato avrebbe garantito – secondo quanto emerso dal tavolo di ieri – un impegno economico del Ministero per appianare alcune morosità e pendenze pregresse o per contribuire alla futura gestione dei locali. Si parla di 70-80 mila euro o poco più.

Pur considerando la buonafede di Caso, è opportuno che l’onorevole prenda posizione in una vicenda che vede strettamente interessato un suo amico nonché ex o attuale suo assistente parlamentare, ovvero l’avvocato Cavallo, uno dei privati che deve avere dal Comune di Marano una barca di soldi per i mancati espropri dei terreni su cui sorse anni fa il presidio giudiziario? E’ opportuno che sia lui a farsi carico di questa vicenda? Le risposte già le conosciamo. Marano è un territorio molto particolare, dove quasi nessuno pone domande e chi le pone, quelle scomode, è spesso considerato un reprobo, un nemico da abbattere.

E’ un territorio in cui per anni anche le forze dell’ordine e persino diversi sacerdoti hanno preferito non vedere e non sentire. Non ci stupiremo se anche in questo caso, anziché rispondere nel merito della questione posta, si vadano a toccare altri aspetti e si critichi a prescindere. Noi, comunque, la domanda la poniamo ugualmente: è opportuno o no?

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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