Storia locale, l’angolo di Arturo D’Alterio: “Il fossato a difesa di Melito e Giugliano”

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Il fossato di Melito e Giugliano, linea di confine tra il Ducato Bizantino di Napoli e il Principato longobardo di Capua. Lo stesso toponimo Melito avrebbe origine da Melitto, che nella bassa latinità significò fossato profondo (1).

Questa linea di confine fortificata, detta fossatu de Neapoli, anche fossatum pubblicum, partiva da Quarto, proseguiva per Villaricca, attraversava l’agro giuglianese, per giungere all’attuale via Lavinaio di Melito, e continuava per Casandrino e Grumo Nevano. Fortificazione militare dei Duca di Napoli contro le avanzate dei longobardi di Capua (2).
Con la svolta filo-longobarda dei normanni di Drengot continuò la sua funzione difensiva, quale primo sbarramento alle incursioni nei territori dell’agro cumano napoletano. La stessa Aversa si era munita, al tempo del Conte Rainulfo, di un fossato che circondava le mura, per difendersi dalle controffensive dei “milites” del patriziato napoletano (3). .Il periodo della colmata del tracciato napoletano non è ben definito dagli storici , probabilmente risale al periodo aragonese. Ancora Re Alfonso d’Aragona nel 1437 dà testimonianza del “fossos di Aversa”, quale impedimento all’uscita verso Capua, nel vile agguato in cui fu vittima la notte di Natale, mentre ascoltava messa nella chiesa di Santa Sofia V.M. di Giugliano (4).

Il fossato venne ricoperto, in quanto perdendo la sua funzione originaria, era diventato sempre di più, un canale destinato a raccogliere acque luridi e carogne di animali. Nei suoi pressi in località Fascinaro di Melito, si sviluppò la viabilità dei Territori, che divenne sempre più importante nel periodo successivo del Vicereame spagnolo. A tal fine, molto significativa risulta la descrizione fatta da Giovan Battista Basile, dell’incrocio delle cinque vie, in “Lo cunto de li cunti”; quale conosciutissimo luogo frequentato da mendicanti e disoccupati in cerca di lavori di giornata (5).

Note:
(1) Nicola Acanfora: Saggi sugli usi, i costumi e la storia della città Metropolitana di Napoli.
(2) Bartolomeo Capasso Monumenta ad Neapolitani ducatus historiam pertinentia quae partim nunc primum, partim iterum typis vulgantur Volume 2, Parte 2.
(3) Ferdinando Fabozzi: Istoria della fondazione della citta d’Aversa.
(4) Atti del Convegno Il Sogno aragonese della Terra nobile di Giugliano (2018).
(5) Giovan Battista Basile; Lo cunto de li Cunti, Trattenimento quarto seconna giornata.

Dott. Arturo D’Alterio

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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