Cento giorni di commissariamento a Marano. Cento giorni di silenzi. I commissari chiusi nella Torre d’Avorio

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E sono cento. Cento giorni di commissariamento a Marano e cento giorni di silenzi. La triade ha finora conferito soltanto con il deputato Andrea Caso e il consigliere regionale Pasquale Di Fenza. Nessuna notizia ufficiale è stata trasmessa agli organi di stampa, nemmeno una, ed è una cosa mai accaduta a Marano e nella stragrande maggioranza degli altri comuni commissariati. Eppure il compito primario di un amministratore, chiamato a governare un ente sciolto per mafia, sarebbe quello di ripristinare la legalità, laddove vi siano state condotte illecite, ma soprattutto essere trasparenti, chiari e aperti alla cittadinanza e agli organi di stampa. Visconti, l’ex sindaco sciolto per camorra, amava circondarsi dei giornalini che non lo criticavano; i commissari fanno anche peggio: non parlano con nessuno. Nei prossimi giorni, come organo di stampa regolarmente accreditato e registrato al tribunale Napoli nord, chiederemo un deciso intervento dell’Ordine regionale dei giornalisti e del sindacato.

I tre commissari, Basilicata, Antonetti e Valentino, per ora – oltre ad aver individuato un avvocato, tal Marciano, attraverso una procedura contestata – hanno pensato soprattutto alle questioni di bilancio: non ci saranno nuovi dirigenti, per tagliare le spese; tagliato il servizio Ini Bus; somme urgenza centellinate e poco altro. Nulla o poco si sa sui fondi Pics, sul nuovo Puc, sul Pip e tanto altro.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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