PARKINGDAY A NAPOLI, GREENPEACE TRASFORMA UNA PIAZZA A SAN GIOVANNI IN UN “PARCO URBANO”

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19.09.2021- NAPOLI – Questa mattina, in occasione della Settimana Europea della Mobilità, volontarie e volontari di Greenpeace hanno portato anche a San Giovanni a Teduccio la protesta creativa del “ParkingDay”, convertendo temporaneamente un’area parcheggio in Piazza San Giovanni Battista in uno spazio “verde” destinato alla socialità, al gioco e all’arte, con l’obiettivo di sottrarlo alle auto e restituirlo simbolicamente alle persone.

Nello spazio temporaneamente liberato, l’associazione, insieme a Art33, CleaNap, Let’s Do It, NapoliPedala, ha allestito un piccolo spazio per incontrarsi, stare insieme, ascoltare artisti e musica come Ciro Lettica in “Sisalvichipuò” e i giovanissimi Sex Murder Paolo, invitando i passanti a usufruire dello spazio per leggere, incontrarsi e partecipare alle attività organizzate insieme alle associazioni coinvolte. Tra queste anche Art33, CleaNap, Let’s Do It, NapoliPedala. che hanno coinvolto le persone nella riqualifica e nella raccolta e differenziazione dei rifiuti, grazie anche alla collaborazione di ASIA.

Le volontarie e i volontari di Greenpeace hanno realizzato l’iniziativa contemporaneamente in diverse città italiane da Nord a Sud, in molte delle quali si terranno il prossimo 3 e 4 ottobre le elezioni amministrative. L’obiettivo è quello di attirare l’attenzione dei candidati alle elezioni comunali sui problemi legati all’onnipresenza delle auto in città. Greenpeace chiede alle amministrazioni delle città italiane di garantire spazi urbani più sani e vivibili e un sistema di mobilità equo e sostenibile, pensato per le persone e non per le auto. A Napoli il gruppo locale di Greenpeace ha più volte denunciato il problema in particolare della carenza di piste ciclabili, di parcheggi di interscambio, della necessità di un potenziamento del trasporto pubblico.

«Per troppo tempo l’automobile ha plasmato il volto delle nostre città, il paesaggio e anche la vita delle persone», spiega Federico Spadini, della campagna trasporti di Greenpeace Italia. «I cittadini sono stati resi dipendenti dal trasporto motorizzato privato attraverso una cattiva pianificazione urbana, la mancanza di accesso ad alternative pubbliche e la massiccia promozione da parte dell’industria automobilistica. I tempi sono ora maturi per un ripensamento dello spazio in città, e le amministrazioni hanno l’opportunità, e anche il dovere, di trasformare i sistemi di mobilità urbana a favore del benessere delle persone e del Pianeta».

Con più di 65 auto ogni 100 abitanti, il nostro Paese ha uno dei tassi di motorizzazione più alti in Europa, con il settore dei trasporti responsabile di un quarto delle emissioni di gas serra a livello nazionale. Oltre all’impatto sul clima, sull’inquinamento atmosferico e sulla nostra salute, l’onnipresenza delle auto in città genera congestione, traffico, incidenti e riduce lo spazio che potrebbe essere destinato ad altri utilizzi, come parchi e aree verdi, che hanno invece benefici tangibili sul benessere e la salute delle persone.

Per questo, Greenpeace chiede alle amministrazioni delle città italiane di investire da subito in aree pedonali e infrastrutture ciclistiche, trasporto pubblico capillare, servizi pubblici di mobilità condivisa ed elettrica e aree verdi e senz’auto.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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