Comunali Napoli, Marta Matano (M5S): «La conferenza degli attivisti? Metodo sbagliato. Resto contraria alle alleanze»

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Di Emiliano Caliendo.

Napoli, 31 maggio- «Il comunicato mi è stato girato da un gruppo di attivisti. Brambilla non c’entra niente. Però, così come per la candidatura di Manfredi, anche per la conferenza di domani si è optato per un metodo sbagliato». Marta Matano, portavoce, o meglio, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, si dice contrariata dalla scelta degli attivisti pentastellati di Napoli di indire una conferenza stampa per domattina alle 11.00 nell’antisala dei baroni al Maschio Angioino. Anche perché è stata informata dell’iniziativa solo attraverso un messaggio sul cellulare. Alla conferenza, dove verranno rese dichiarazione nel merito del programma elettorale redatto dagli attivisti nel corso degli ultimi mesi, parteciperà l’altro consigliere comunale del M5S, Matteo Brambilla.

Consigliera Matano, siamo alla fuga in avanti sul programma degli attivisti?

«Al programma ci stiamo lavorando dal 2019 insieme ai portavoce, agli attivisti e ai cittadini. E’ un programma estremamente partecipato che però- alla luce di quanto successo tra divisioni, scissioni, e contrasti- è stato accantonato. L’intenzione iniziale era quello di presentarlo autonomamente come Movimento 5 Stelle Napoli. Ma siamo divisi: ci sono quelli che vogliono le alleanze, e quelli che se non si andrà da soli, minacciano di andarsene. Siamo al caos totale anche tra gli attivisti. Non riesco a capire quindi da dove è uscito questo comunicato, dato che la presentazione del programma era concordata per fine settimana.»

Sa chi sono gli eletti che hanno deciso di presentarsi alla conferenza?

«Non so quali eletti saranno presenti.»

Il suo collega in Consiglio Comunale, Brambilla, ha detto che vi parteciperà in quanto invitato dagli attivisti…

«Probabilmente ci sarà Brambilla. Io non ci sarò. Sarei stata presente se l’avessimo concordata tutti insieme. Adesso vorrei capirne le finalità.»

Siamo alla vigilia di una scissione portata avanti dal Movimento locale sulla questione delle alleanze?

«Nemmeno io sono d’accordo con le alleanze. Ho sperato fino all’ultimo che andassimo da soli. Ho sempre sperato in una maggiore comunicazione tra le diverse anime del Movimento. Come non ho apprezzato il fatto che ci siano stati colloqui con altri partiti senza il coinvolgimento dei portavoce, apprendendo solo dai giornali di queste interlocuzioni. Allo stesso tempo dall’altra parte non mi piace che degli attivisti, di cui comprendo la frustrazione, agiscano alla stessa maniera, seppure legittimamente.»

Sosterebbe il candidato unitario di Pd e M5S, Gaetano Manfredi?

«Sono sempre per l’andare da soli. Mi rendo conto che dal Movimento a Roma hanno interlocuzioni con un’altra tipologia di persone. Ma chi vive la città, e vive il Consiglio Comunale, sa bene che il Pd di Napoli, e gli altri partiti di sinistra, sono diversi da quelli nazionali. Così com’è diversa l’amministrazione di una città dalla politica nazionale. Sarebbe stato meglio se i cosiddetti facilitatori ci fossero venuti a chiedere chi sono le persone con le quali stavano interloquendo. Forse saremmo arrivati unitariamente alla stessa decisione. La mancanza di dialogo ha fatto venir fuori il disagio di coloro che sono stati messi da parte. Adesso questi ultimi si sono messi a fare la stessa cosa.»

Resta la questione del simbolo. Lei cosa farà?

«Se il Movimento non andrà da solo, al 99,9% non mi candiderò. Non mi potrei candidare sotto un altro simbolo. Cosa faranno gli altri, non lo so. Spetta a loro decidere.»

Quindi sosterebbe qualche altro candidato sindaco oltre Manfredi?

«Sì, se il Movimento andasse da solo.»

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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