Marano, Visconti e il gioco delle tre carte con D’Alterio: gli toglie alcune deleghe ma non lo manda via. Il vicesindaco continuerà a giostrare con la complicità di Perrotta

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Una mossa disperata, una mossa che non sortirà nessun effetto se non quello di far ridere ulteriormente gli addetti ai lavori e le persone serie. Il sindaco Visconti ha deciso di prendere nuovamente in giro il civico consesso e il suo partito, il Pd, che oltre 45 giorni fa avevano sfiduciato in Consiglio il vicesindaco D’Alterio. Il primo cittadino, dopo mesi di polemiche, ha infatti deciso di togliere diverse deleghe a D’Alterio e di lasciargli quella al personale. Le deleghe di D’Alterio passerebbero a Perrotta, ovvero a uno che ormai da tempo è un tutt’uno con Visconti e D’Alterio e che non lascerebbe la poltrona nemmeno sotto la minaccia di un kalashnikov. E’ il classico gioco delle tre carte: do le deleghe a Perrotta, l’amicone di D’Alterio, ma alla fine tutto passerà (ufficiosamente) sempre per le mani di D’Alterio che continuerà dunque a percepire lo stipendio da assessore e non sarà allontanato dal municipio.

Il giochino, orchestrato dai soliti noti del Pd, dai veterani che hanno, forse, degli interessi grossi da tutelare, serve per tenere buoni Nastro e Accongiagioco, consiglieri dissidenti che non hanno però gli attributi per mandare a casa Visconti. Contestualmente il sindaco dovrebbe assegnare anche l’assessorato al Bilancio, rimasto vacante dopo le dimissioni di Di Luccio. Sono numerosi i rumors che circolano. Tra i tanti nomi che si fanno (ma ripetiamo, di rumors si tratta) c’è anche quello di Giovanni Di Lanno, che da anni ambirebbe al ruolo di assessore.

Sono le ultime mosse disperate di Visconti, che spera di ottenere il via libera per l’esternalizzazione del servizio idrico comunale al consorzio Acquedotti scpa. Un’ultima mossa per incantare i “desiderosi” di stipendio e visibilità e chi si aspetta qualcos’altro dall’arrivo della Acquedotti scpa. Storie tristi di una Marano triste, insomma, che attende con ansia lo scioglimento dell’ente da parte delle autorità competenti. Non c’è un solo aspetto della vita amministrativa che funzioni, mentre la città affonda nei problemi. Intanto voto 10 a Pasqualino Coppola per la mitica frase: “sindaco, il tempo è scaduto”; un 9 convinto a Castrese Schiano, che crede di essere ancora negli anni Ottanta; un 8 a Rosarione Guida, che continua a seguire il “mitico” Pasqualino e le sue mille giravolte; un 7 a Perrotta junior, autore della canzone “se per caso cadesse il mondo, io mi sposto un po’ più in là”. Sette convinto pure ad Antonio Nastro e Maria Accongiagioco, che avrebbero preso le distanze dall’amministrazione. Avrebbero…

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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