Le inchieste di Terranostranews. Gli uffici del Giudice di pace, i soldi della Regione gettati alle ortiche e la perdita del Centro per l’impiego. Storia di uno scandalo enorme

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Uno scandalo, uno dei più grandi scandali della storia politica di Marano, che sarebbe dovuto finire di diritto sulle scrivanie di qualche zelante pubblico ministero o ufficiale dell’arma dei carabinieri. E invece, nonostante decine di articoli scritti nel corso degli anni, nulla si è mosso, nulla è stato fatto. Il Comune di Marano è riuscito nell’impresa: perdere il 75 per cento dell’immobile che ospita gli uffici del Giudice di Pace di piazzale San Escrivà de Balaguer. Come se non bastasse, deve rimborsare i proprietari del terreno su cui sorse, i signori Guido e Antonio Cavallo. Entrambi non furono indennizzati dal Comune per l’esproprio che avvenne nel 2007. L’ente ci provò soltanto un paio di anni, con una proposta, 92 mila euro, non accettata dai Cavallo che in precedenza si erano rivolti a un giudice ordinario per dirimere la questione e ottenere soldi, tanti soldi, e gran parte della struttura. Così è stato. Per realizzare quella struttura il Comune di Marano ottenne fondi regionali, per un importo di un milione di euro, da utilizzare per la costruzione di un nuovo centro per l’impiego. E invece con quei soldi l’ente cittadino ci fece tutt’altro: locali per l’ufficio tecnico, sede del tribunale e successivamente ufficio per il giudice di pace. Marano, nel frattempo, perse il Centro per l’impiego, che si trasferì a Giugliano per mancanza di sedi. Ma la sede, finanziata dalla Regione, c’era eccome. pochi mesi fa l’epilogo della incredibile vicenda: il Comune ha dovuto soccombere in tribunale e ai Cavallo è stato riconosciuto un lauto indennizzo (quasi 300 mila euro), nonché il 75 per cento della struttura. Marano ha perso tutto, ma anziché correre ai ripari il Comune, con i soldi dei cittadini di Marano, continua ad occupare quell’immobile indebitarsi con i Cavallo. Di trasferire gli uffici non se ne parla: l’ultima proposta, quella dell’assessore De Nigris, ha fatto ridere mezza città: ha indicato come possibile nuova sede un bene confiscato che si trova in una traversina di Città giardino. Un immobile che necessiterebbe di milioni di euro per il restyling ubicato in una strada angusta e quasi impraticabile.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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