Inchiesta sui vertici dell’Università telematica Pegaso, il Riesame annulla le perquisizioni

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Inchiesta sui vertici dell’Università telematica Pegaso, si è pronunciato il Tribunale di Riesame di Napoli, 12esima sezione penale collegio C. Il Riesame, con apposita ordinanza, ha annullato il decreto di perquisizione e sequestro emesso dal pubblico ministero il 26 gennaio 2021 con cui, tra l’altro, si disponeva la perquisizione personale e locale dell’avvocato Francesco Fimmanò e il sequestro della documentazione cartacea e informatica utile alla prosecuzione delle indagini. In altre parole, i giudici hanno accolto i ricorsi degli avvocati dei destinatari dei decreti di sequestro. Restituiti computer, cellulari e documentazione. Tutti i sequestri eseguiti dalla Guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Napoli, sono stati ritenuti illegittimi per mancanza di “fumus”.

Secondo la prospettazione dell’accusa, la documentazione in possesso di Francesco Fimmanò, avvocato e persona sottoposta a indagine per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, nella sua qualità di Direttore scientifico dell’Università telematica Pegaso, sarebbe risultata necessaria all’accertamento di alcuni episodi di corruzione, anche in relazione alla necessità di approfondire e ricostruire la rete delle relazioni che, nel corso delle indagini, erano emerse tra diversi soggetti posti ai vertici del citato Ateneo, e alcuni pubblici ufficiali tra cui Biagio Del Prete, già Capo della Segreteria politica del Ministro dell’Università e della Ricerca, e il Consigliere di Stato, Paolo Carpentieri. Nel corso di altre procedure di riesame, il pubblico ministero ha precisato meglio l’ipotesi accusatoria sorretta da un capo di imputazione secondo il quale gli indagati, e tra questi Francesco Fimmanò, avrebbero corrotto o concorso a corrompere vari pubblici ufficiali tra cui un magistrato del Consiglio di Stato, il dott. Paolo Carpentieri e il Vice Prefetto Biagio Del Prete, Capo Segreteria del Ministro pro-tempore del MIUR, al fine di ottenere l’inserimento nella legge di bilancio del 2020 di una disposizione favorevole alla Pegaso, nonché, grazie anche a un parere favorevole o perlomeno non negativo emesso dal Consiglio di Stato, il nulla osta da parte del MIUR affinché la Pegaso si trasformasse in società commerciale. In termini più brutali la Pegaso avrebbe corrotto pubblici ufficiali per ottenere un emendamento alla legge di bilancio del 2020 poiché avrebbe consentito alla citata Università telematica di non pagare l’IReS almeno per gli anni d’imposta precedenti alla trasformazione in S.r.l.

 

 

 

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