Governo Draghi, la Lega entra e il Pd resta spiazzato. Il suo potere è ora limitato

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Il Pd vorrebbe proporre la stessa maggioranza che sosteneva il Conte bis e andare avanti come prima con il semplice cambio a Palazzo Chigi. Una strategia, però, che va dalla parte opposta della strada indicata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato tutte le forze politiche – nessuna esclusa – a sostenere un nuovo esecutivo “che non debba identificarsi con alcuna formula politica” per consentire al Paese di rispondere alle sfide cruciali per la ripresa economica e sociale.

A sinistra però, inizialmente convinti che dal centrodestra non sarebbero arrivati segnali positivi, le feste sono state guastate da Matteo Salvini. Il leader della Lega ha annunciato l’intenzione di appoggiare un esecutivo guidato da Mario Draghi e così ha mandato in tilt il Pd.

Enrico Borghi – deputato di Base riformista, l’area che fa riferimento a Lorenzo Guerini e Luca Lotti – ha messo in guardia in suoi: “Ma abbiamo ascoltato Mattarella o no? È un governo che non ha una ‘formula politica’. C’è bisogno di un traduttore? Non cadiamo nella trappola di Salvini e andiamo avanti con il sostegno a Draghi. Non siamo noi ad aver cambiato idea su euro, Ue e Nato. Anzi

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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