Marano, il servizio idrico comunale ai privati: facciamo chiarezza (una volta e per tutte). Esternalizzazione necessaria, ma non può farla Visconti a queste condizioni

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Se ne sono sentite di tutti i colori, di cotte e di crude in questi giorni sull’affare esternalizzazione del servizio idrico comunale. In alcuni casi panzane di sana pianta.

I fatti, in realtà, sono di una chiarezza impressionante e solo gli stolti, le persone in malafede o iper ideologizzate non li comprendono o fingono di non comprenderli.

Elenchiamoli, ancora una volta, ai distratti o a chi non conosce le dinamiche comunali.

  1. L’esternalizzazione del servizio idrico è, purtroppo, necessaria: il Comune è in dissesto finanziario e non uscirà dal dissesto se non sanerà l’anomalia acqua. Ogni anno l’ente acquista milioni di litri di acqua ma ne riesce a fatturare meno della metà. Tutto il non fatturato incide pesantemente sui bilanci del Comune. La storiella degli evasori è nota anche i muri: 6 famiglie su 10 non pagano e molte di esse non sono nemmeno contrattualizzate. Negli anni ci sono stati svariati annunci da parte delle varie amministrazioni, ma di concreto poco o nulla è stato fatto, eccezion fatta per il recupero di 1 milione di euro sotto la gestione commissariale e la chiusura dell’acqua, per diversi giorni, ai parchi che non avevano intenzione di regolarizzarsi. C’è poi un impegno preciso assunto dal Comune con il Ministero che ha validato il bilancio strutturalmente riequilibrato inviato a Roma oltre un anno fa. Senza l’affidamento a terzi del servizio, il Comune è praticamente bloccato e non potrà approvare nemmeno il prossimo bilancio. Quindi scordatevi che il municipio possa proseguire con il servizio perché non ci sono le condizioni e le possibilità. Quanto alle bollette, arriverebbero ogni due mesi e probabilmente anche con importi leggermente più bassi di quelli attuali. Ma su questo ultimo punto è meglio andarci cauti.
  2. L’esternalizzazione è necessaria ma non può essere fatta in questo specifico frangente della vita amministrativa. E non può essere avallata da una giunta ormai moribonda, destinata a squagliarsi proprio nei prossimi giorni. I motivi sono politici ma anche di altro genere. E’ più saggio, più opportuno che ad assumere una responsabilità del genere, che legherà l’ente a un privato per molti, molti anni, e con costi di manutenzione della rete idrica che resterebbero (quelli straordinari) a capo del Comune, siano i futuri commissari. E’ auspicabile che la giunta Visconti ritiri l’atto che deve arrivare nei prossimi giorni in Consiglio comunale e dia vita, se ne avrà il tempo, ad una manifestazione di interesse in modo da tale da consentire anche ad altre aziende (eventualmente) di poter partecipare. Ragioni di maggiore trasparenza, insomma, impongono all’ente di non “fissarsi” solo su Acquedotti scpa, anche se la legge al momento lo consente.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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