La vicenda è stata ricostruita da Repubblica.it, che ha pubblicato sia il contenuto della denuncia sia la replica del senatore. La donna sostiene di aver subito un atto sessuale «senza alcun consenso né espresso né implicito» e spiega di aver atteso prima di denunciare perché sotto choc, in terapia e impaurita. Nella querela riferisce anche di presunte pressioni ricevute dal carabiniere che aveva fatto da intermediario.
Secondo quanto denunciato, l’incontro nello studio sarebbe durato circa 30-35 minuti. Dopo una prima fase legata all’ordinativo dei vini, il senatore avrebbe pronunciato frasi allusive e poi avrebbe bloccato la donna, costringendola a subire l’atto sessuale. La professionista racconta di essere uscita dalla stanza in stato di choc e di essere stata trovata in lacrime da un amico che l’attendeva fuori.
Nella querela viene citato anche A. P., il carabiniere che avrebbe messo in contatto la donna con il senatore. Dopo essere stato informato dell’accaduto, secondo la denuncia, l’uomo avrebbe incontrato la professionista in un bar di una zona industriale in Campania e le avrebbe suggerito di non procedere, dicendole che una denuncia le avrebbe rovinato la vita e compromesso il lavoro. Anche questo aspetto sarà ora al vaglio degli inquirenti.
Silvestro, 55 anni, senatore di Forza Italia e presidente della Bicamerale per gli Affari regionali e l’autonomia, ha respinto ogni accusa. Intervistato da Repubblica, ha detto di non aver ricevuto atti di indagine e ha confermato alcuni elementi del racconto: l’incontro con la donna, la presenza dell’intermediario, il fatto che il carabiniere sia parente acquisito e l’interesse per una fornitura di vini. Ha però negato che nello studio sia avvenuta una violenza.
Silvestro ha definito falsa la ricostruzione della donna e ha ipotizzato che possa esserci un tentativo di ottenere qualcosa da lui. Nell’intervista a Repubblica.it, respingendo le accuse, ha anche detto: «Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale… Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate». Secondo il senatore, l’incontro si sarebbe concluso normalmente: «Non è successo nulla».
La querela è ora nelle mani della magistratura. Il pubblico ministero potrebbe decidere di ascoltare le persone indicate nella denuncia prima di procedere con eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Gli atti, al momento in un ufficio giudiziario di periferia, potrebbero essere trasferiti a Roma per competenza.
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