Alla fine della fiera (tutt ‘a spesa, come si suol dire dalle nostre parti) il Pd ha aperto una crisi politica cinque-sei mesi fa per poi chiuderla con il seguente risultato: Ciro Marzi e Paolino D’Alterio e Lorenzo Di Marino “padroni” del Comune di Marano.
Il primo, attraverso il suo assessore (uno sconosciuto avvocato di Villaricca), porta a casa una quindicina di deleghe e addirittura quella alle strisce blu, svincolata però dalla viabilità che resta a D’Alterio. Il motivo è chiaro a tutti quelli che hanno un minimo di raziocinio e onestà intellettuale.
D’Alterio, l’assessore più scarso della giunta, è stato addirittura promosso vicesindaco. Il consigliere Di Marino, poi, uno di quelli che per mesi ha cantato e portato la croce, si ritrova oggi con le tre deleghe di maggiore peso: urbanistica, lavori pubblici e politiche sociali. Di Marino, amicone di D’Alterio e del sindaco, ha fatto bingo e ora tutto quel che farà, rafforzerà inevitabilmente non solo se stesso ma anche Visconti e Paolino.
Il Pd, che tanto ha sbraitato in questi mesi, si prende (tutta la spesa) l’assessorato al Bilancio (rogna delle rogne), le deleghe ai beni confiscati (col palese conflitto di interesse del suo assessore in pectore), patrimonio, edilizia scolastica e qualche altra cosettina.
Tutta la spesa, al netto dell’atavica fame di qualche consigliere che vorrebbe azzuppare qualcosa in qualche progetto, il Pd – unico partito vero del civico consesso – consente tutto ciò, quando avrebbe avuto l’occasione storica di dare un sonoro calcio a Visconti e ai suoi e darsi un tono al cospetto degli elettori, che avrebbero gradito e applaudito. Complimenti al Pd, ai consiglieri Coppola (quanta esperienza sprecata), Nastro (strategicamente disastroso), Paragliola (mai deciso e chiaro nelle sue cose), Di Luccio (attaccatissimo alla poltrona), Accongiagioco (una vera incognita), Savanelli (mai realmente sul pezzo) e al segretario del circolo Sorrentino (troppo condizionato dal Vangelo secondo Matteo), per aver rafforzato il trio Marzi-Di Marino-D’Alterio. E il sindaco ringrazia.
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