Inchiesta clan Polverino. Nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza che ha decimato la frangia criminale legata al “Barone”, operante sul territorio, emergono i particolari dello scontro in atto (siamo nell’anno 2015) tra il suddetto gruppo e gli Orlando.
Le due fazioni sanciranno la pace nelle settimane successive, dopo alcun summit di camorra in quattro località diverse. A quei summit avrebbero partecipato anche esponenti di primissimo piano dello scenario criminale locale. Tra questi Giuseppe Simioli, alias ‘o Petruocelo, all’epoca latitante e punto di riferimento indiscusso del gruppo “E for ‘o Truglio”.
I Polverino fiutano che gli Orlando cercano di affermarsi sul territorio (come poi avverrà) e rimproverano ai “carrisiani” di non essere rispettosi nei loro confronti.
Agosto 2015. Visconti Claudio e Diego Giarra, in seguito ad un acceso diverbio avvenuto la sera prima con alcuni esponenti del gruppo Orlando, la mattina successiva si erano recati, senza avvisare preventivamente i responsabili del gruppo Polverino, in piazza Spirito Santo, punto di ritrovo degli Orlando.
Raniello Giovanni (‘o Milanese): “Passano fuori al Truglio, salutano? Chi è è! Ieri Lorenzo (Nuvoletta, non indagato, ndr) passò 5 volte ieri mattina, lo vedeste o no? Poi andò fuori al bar di Cerbone….Penso che ti cercava ieri mattina…Andava e veniva da San Rocco, fuori al Truglio…Perché ci salutò?. Pinò (Moraca Felice, detto Pinotto, ndr), se è una cosa si deve uccidere a qualcuno! Si deve uccidere qualcuno! Pinò, si deve uccidere a qualcuno!.
Il Raniello, secondo gli inquirenti, paragona gli Orlando agli scissionisti di Marano, ovvero al gruppo di Mariano Riccio. “Si stanno voltando, come hanno fatto quelli là dei….con Mariano (Riccio, ndr), così stanno facendo nei confronti nostri, tale e quale! Mi pare che noi saremmo…non si sa se sono loro gli scissionisti di Marano o siamo noi!.
Per i magistrati le parole di Raniello (nella foto in alto) sono realistiche in quanto negli anni precedenti il gruppo Orlando era stato in sintonia con i Polverino come gruppo autonomo nel traffico degli stupefacenti (sistema delle puntate, ndr).
Ancora Raniello: “Ci svegliavamo due anni fa (si riferisce agli arresti del 2013 all’interno del clan, ndr), tutti quanti insieme e invece no, con calma…perciò!”.
Felice Moraca (Pinotto, nella foto in alto): “Noi qua, perché io non sto a dire che quelli ora sono i buoni e noi siamo sempre i malamente…ma tu dimmi una cosa, una cosa a me, no, tu in mezzo a te lo tieni il “responsabile?”.
Raniello Giovanni: “Come, come!
Salvatore Ruggiero (‘o Russo): “Se succede una cosa tu lo avvisi a questo? (riferito a Raniello, ndr).
Raniello: “Come!”.
Moraca Felice: “Lo tieni il responsabile in mezzo a te? Se bello e buono, no, viene un cristiano e viene vicino a te, che la sera prima hai fatto qualcosa…quella è una mancanza! E’ una mancanza nei confronti di chi è il responsabile tuo”.
Crescenzo Polverino (non indagato, nipote di Vincenzo, alias Peruzzo): “Ora aspettiamo un altro quarto d’ora, poi se non vengono vado io in mezzo ai Carrisi”.
Salvatore Ruggiero: “No, ma io sono rimasto che tra un’oretta. Quelli non vengono adesso”.
Polverino Crescenzo: “Io l’ho mandato a chiamare per Nicola ad Armando (Lubrano, ndr)!”
Moraca: “No, va bene, quello non sa che si è visto già con Totore”.
Ruggiero: “E non lo so, gli ho detto che ci vediamo tra un’oretta e prendiamo appuntamento”.
Moraca: “O Russ perché non lo vai a chiamare tu? (rivolto a Ruggiero, ndr).
Ruggiero: “Eh…mo tra un’oretta, sopra alla terra, al limite ci andiamo due o tre di noi..”
Polverino: “Quale terra?”
Ruggiero: “La terra loro sopra….”
Polverino: “Falli venire qua!”
Raniello: “Quale terra loro?”
Polverino: “Falli venire a loro qua! Dobbiamo andare sulla terra loro, Totore?”
Ruggiero: “Ci sta, diglielo fuori da me, quelli caso mai mi vengono a chiamare”.
Alessandro De Luca: “Quelli non vengono neanche qua, si impressionano”.
Moraca: “Che schifo di gente”.
Per gli inquirenti l’atteggiamento assunto da Visconti Claudio (‘o Caccone, ndr), che aveva agito di testa sua era quindi considerato assolutamente contrario ai principi che regolavano l’organizzazione criminale, tanto da farlo ritenere non idoneo a stare in “mezzo alla via”.
Polverino: “Totò (riferito a Ruggiero, ndr), allora nessuno si deve autorizzare quando si deve fare una cosa di partire di testa sua!. Nessuno, Salvatore…perché se fanno questo non possono stare in mezzo alla via, chi non è idoneo si deve togliere da mezzo alla via! E pertanto meritevole di una punizione”.
De Luca: “Ma quello pure il Chiattone (Visconti, ndr) dovrebbe avere le palate”.
Ruggiero: “Ma quello le dovrebbe avere le palate!”.
Moraca: “Ma noi a Claudio lo dovevamo picchiare lo sai quando? Quando quello si è ritirato qua sopra qua….a dire: io sono andato là in mezzo là! E uno lo doveva prendere di brutto e doveva dirgli…mezzo scemo, come ti sei permesso di andare in mezzo là? Nè maccarone!”.
I componenti del gruppo, ritenendo di non essere intercettati, si lasciano poi andare a commenti che evidenziano in maniera palese la loro partecipazione a un’organizzazione criminale.
Moraca: “Giovà (Raniello, ndr), ma noi in mezzo a noi non teniamo a te che tieni….teniamo il problema che tu vai litigando in giro? Non lo teniamo noi il problema, Giovà? Mica a te ti possiamo trattare a fetente di merda e ti possiamo buttare….? Purtroppo in tutti i clan ci sta quello che tiene più cervello e quello che ne tiene più poco…quello che tiene più…chi è più pazzo, chi è più schizzato. Ma quelli, all’epoca, i “compagni” nostri hanno passato quei quattro guai con Periniello (riferimento a Castrese Ippolito, clan Polverino, ndr). Ma quelli tutte le notti, dopo la mezzanotte, palate di tuono…
Uomo (non identifcato): “Periniello non la passava mai liscia”.
Moraca: “Madonna, Ciccio (Sabatino Cerullo, ndr) ma quante lo ha picchiato nella pompa a Periniello, ma una volta lo ha scassato di palate perché quello andava facendo guai in giro… e ma purtroppo in tutti i clan ci stanno così, quelli che se fossimo tutti capi neanche fosse buono”…
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