Cesa-Sant’Antimo, il comune casertano torna sui suoi passi per l’incarico a Piricelli. I consiglieri di opposizione scrivono in prefettura e all’Anac

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Una delle più celebri frasi di Mao Tse Tung recita: “La confusione è grande sotto il sole, la situazione è eccellente”.
La prima parte si attaglia senza dubbio all’attuale panorama amministrativo nel comune di Cesa a seguito della vicenda legata all’incarico prima conferito e poi revocato al comandante della polizia locale, Antonio Piricelli.
I Consiglieri Comunali del Comune di Cesa, Ernesto Ferrante, Raffaele Bencivenga, Amelia Bortone, Carmine Alma e Luigi De Angelis hanno scritto alla Commissione antimafia, all’Anac e alla Prefettura di Casera affinché valutino i fatti relativi alla nomina e alla revoca del Comandante della Polizia Locale Antonio Piricelli da parte della giunta guidata dal sindaco Vincenzo Guida.
Da qualche tempo la polizia municipale di Cesa non ha un comandante, in quanto il precedente responsabile del settore della polizia locale è in pensione. In attesa del completamento delle procedure concorsuali in atto, l’Ente ha fatto ricorso alla possibilità di nomina di un responsabile esterno mediante la norma dell’art. 110 del Testo Unico degli Enti Locali. La valutazione delle candidature è stata affidata al Responsabile degli Affari Generali ai fini dell’ammissibilità, mentre la scelta è a cura del sindaco.
Il 23 aprile il dottore Piricelli inoltrava richiesta alla commissione di Sant’Antimo di autorizzare l’interruzione anticipata del comando. Richiesta che il 27 aprile la commissione straordinaria autorizzava. Il 28 aprile il sindaco del comune di Cesa richiedeva al commissario straordinario del comune di Casavatore, in applicazione del principio di sussidiarietà, l’autorizzazione al comando del dipendente Piricelli, che veniva concessa con delibera del commissario n.36 6 Maggio.
Inizia così a diffondersi la notizia che il responsabile della Polizia municipale del comune di Cesa dall’undici maggio sarebbe stato il comandante Antonio Piricelli. La notizia, però, crea un certo clamore, perché il colonnello Antonio Piricelli è al centro di alcune vicende poco chiare sia a Casavatore sia a Sant’Antimo, comuni sciolti per infiltrazione camorristica. Tra gli atti attenzionati a Sant’Antimo, infatti, dalla commissione di accesso, c’è proprio l’attribuzione dell’incarico di comandante della Polizia municipale al dottor Piricelli.
Il giorno 11 il sindaco Guida dava, però, la notizia della revoca del decreto di nomina di comandante della polizia locale al dottore Piricelli. La situazione, insomma, almeno a prima vista, è grande, ma non appare affatto eccellente. Tanto è vero che i Consiglieri Comunali di opposizione di Cesa si recano al comune per depositare l’interrogazione consiliare per ottenere chiarimenti dal sindaco su tutta la vicenda che ha riguardato il dottor Antonio Piricelli.
La versione sulla vicenda dell’incarico al comandante Piricelli è affidata ad una nota stampa pubblicata sulla pagina Facebook del comune di Cesa: “Dopo la firma della delibera e della convenzione con il comune di Casavatore – spiega il sindaco Enzo Guida – e’ emersa la mancanza di un requisito che, a parer nostro, era indispensabile per la costituzione del rapporto di lavoro, nonché per l’attribuzione, con decreto, della nomina di Responsabile dell’Area Vigilanza”. Tra sabato e domenica gli amministratori comunali hanno avuto una serie di incontri e già domenica (10 maggio 2020), per le vie brevi, era stata data comunicazione al Responsabile dell’Area Affari Generali di provvedere a predisporre l’atto di giunta per la revoca.
“Chiaramente della questione è stato informato il diretto interessato –aggiunge il sindaco Guida – così come è stato informato della volontà della giunta di provvedere alla revoca della delibera. In ogni caso, stamane, il dott. Piricelli ha provveduto, con una propria nota, a rinunciare all’incarico”. “Riteniamo che le qualità professionali del dott. Piricelli – prosegue il primo cittadino – non siano in discussione. Il parametro che ci aveva orientato nella scelta, mediante l’istituto del comando, erano i brillanti risultati, dal punto di vista lavorativo, raggiunti nei comuni dove aveva operato. Ringraziamo il dott. Piricelli per la disponibilità offerta a collaborare con il nostro ente”. “Vogliamo anche precisare – conclude il sindaco Guida – che l’istituto del comando è diverso dall’avviso per la scelta di un dirigente secondo quanto previsto dall’art. 110 del Testo Unico degli Enti locali. La scelta revocata era basata, appunto, sull’istituto del comando. L’emergenza Covid-19 ha rallentato anche l’espletamento delle procedure concorsuali in atto. Per cui la nomina del prossimo responsabile sarà effettuata sulla base dei curriculum pervenuti nell’ambito della procedura avviata in base all’art. 110 del Testo Unico Enti Locali. Contestualmente abbiamo chiesto di velocizzare le procedure concorsuali in atto”.
Secondo i consiglieri di opposizione, in tutta questa vicenda, l’insistenza da parte del primo cittadino di cercare più volte il dottor Piricelli e di nominarlo al Comando dei caschi bianchi per fiducia nel lavoro svolto desta forte perplessità sull’intera vicenda e sull’opportunità della nomina, senza essersi accertato del coinvolgimento del dottore Piricelli negli scioglimenti per infiltrazioni camorristiche dei comuni di Casavatore e Sant’Antimo e senza essersi accertato preliminarmente della sussistenza dei requisiti per ricoprire il ruolo di comandante della polizia locale a Cesa.
Per questo i consiglieri di opposizione si sono rivolti alla commissione parlamentare antimafia, al prefetto di Caserta e all’Anac al fine di accertare se il Sindaco di Cesa, Enzo Guida, abbia agito nell’alveo delle proprie esclusive e legittime competenze oppure abbia travalicato le sue funzioni pur di procedere all’assunzione del Comandante di Polizia Locale e pertanto, sulla base di quali parametri e valutazioni è stata operata la scelta, nonché, i requisiti e competenze; se il Sindaco di Cesa, Enzo Guida, abbia architettato un procedimento di revoca temendo che qualcuno si fosse insospettito, o potesse insospettirsi, circa gli innumerevoli post, critiche, articoli in rete e pressioni di stampa e giornali; se i componenti della Giunta Comunale, approvando successivamente altri atti relativi a tale selezione erano a conoscenza della vicenda e, quindi, abbiano omesso di evidenziare eventuali illeciti o ingerenze del primo cittadino, concorrendo così al suo compiersi; se la Segretaria Comunale, abbia omesso di esercitare la propria funzione istituzionale di garante della conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti dell’Ente.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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