Un passo alla volta. Ne è convinto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, quello più volte citato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, proprio in queste settimane, sta aiutando il governo italiano ad avviare, in sicurezza, la fase 2 dell’emergenza sanitaria del Coronavirus. «Si fanno dei passetti avanti, si misurano gli effetti e si dà il via libera alle mosse successive» spiega a Repubblica Brusaferro appoggiando in toto le scelte drastiche adottate dal governo Conte.
Ora, dunque, è arrivato il momento che le autorità e «i datori di lavoro trovino delle forme di flessibilità per superare questo problema» che colpisce soprattutto le famiglie. Come faranno i genitori, che torneranno a lavorare a partire dal 4 maggio, a lasciare a casa da soli i propri figli (che intanto non possono tornare tra i banchi di scuola e non possono contare sull’aiuto dei nonni)?
Quello che preoccupa non è tanto il rientro in classe in sé quanto gli spostamenti che si generano a seguito della riapertura delle scuole: non solo alunni ma anche docenti, genitori e nonni. Impossibile, almeno per il momento, riaprire i centri estivi per ragazzi: «Non ci sono le condizioni», taglia corto Brusaferro. Stesso discorso per gli anziani, i più esposti al virus, che dovranno continuare a fare sacrifici, a rinunciare alla famiglia, ai figli e ai nipoti. «Loro potranno fare due passi ma in modo protetto ed evitando più degli altri tutte le condizioni di aggregazione sociale» spiega.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews


























