Travolto e ucciso da un camion della nettezza urbana. È morto così Emiddio Novi, 72 anni, ex senatore di Forza Italia, parlamentare dal 1994 al 2008.
Già direttore de Il Giornale di Napoli, fu candidato del Polo delle Libertà a sindaco di Napoli nelle elezioni amministrative del 1997: sconfitto da Antonio Bassolino, restò in consiglio comunale fino al 2001 come capogruppo di Forza Italia.
Da tempo residente a Napoli, era tornato a Sant’Agata di Puglia, nel foggiano, suo paese d’origine. Qui è stato schiacciato dal camion in retromarcia in piazza XX Settembre.
Novi, verso la metà degli anni Duemila, ingaggiò una serrata lotta contra l’amministrazione all’epoca guidata da Mauro Bertini, sciolta per camorra e poi reintegrata dal Tar.
Ecco cosa diceva in quegli anni il senatore Novi.
ATTI PARLAMENTARI D’INCHIESTA LUGLIO 2005.
Non solo, ma desidero sottolineare che per quanto riguarda il comune di Marano sono emersi dei fatti di una gravita`inaudita: si tratta di affari per qualche centinaio di milioni di euro, si parla di lottizzazioni, di un comune sul quale insistono due cosche criminali, quella dei Polverino e quella dei Nuvoletta (attualmente i Polverino sono i piu` forti e sono collegati con l’amministrazione), che di fronte ad un affare del genere possono anche far pagare con la vita una denuncia di queste cose. Ebbene, il dottor Borrelli, che ha condotto delle inchieste giudiziarie sulla vicenda di Marano, ritiene che il fatto che il sindaco di Marano intrattenesse rapporti con tale imprenditore Danania; che il suddetto sindaco dietro piccoli favori a questo Danania ricevesse somme di danaro; che il Danania fosse in contatto con Carlo D’Avino, cognato di Luigi Baccante, condannato per l’omicidio Siani; che il Danania avesse come uomo di fiducia il D’Avino, il quale nel periodo in cui il Baccante, assassino di Siani, era latitante era un po’ l’uomo di fiducia della famiglia di questo signore; che tutte queste cose siano assolutamente normali. Quindi, parliamo di un imprenditore che versa del denaro, e ammette di averlo fatto, ad un sindaco di un comune molto importante… (Commenti dell’onorevole Gambale) c’e` l’ordinanza di Borrelli, la trovero` e la produrro` in Commissione. Parliamo di questi gentiluomini, con questi rapporti anche parentali, con questo tipo di situazioni (tra parentesi il Baccante era anche ritenuto affiliato ai Nuvoletta): lo spaccato penso sia chiaro. In qualsiasi regione, in qualsiasi comune d’Italia, il fatto che intercorressero rapporti personali cosı`stretti tra persone comunque legate ad una cosca criminale avrebbe portato allo scioglimento del comune. Ripeto, la documentazione raccolta dalla commissione di accesso e prodotta dal Ministero dell’interno è enorme.
Interrogazione al ministro della Giustizia
Premesso che:
alcuni settori della magistratura napoletana, secondo l’interrogante politicamente schierati, attuano di fatto una forma di inconcepibile desistenza nell’attività inquirente che dovrebbero svolgere verso quei settori della politica, dell’imprenditoria e delle istituzioni collusi con il crimine organizzato;
uno degli esempi di questa forma di desistenza emerge, a giudizio dell’interrogante, dalla lettura della richiesta di archiviazione del procedimento a carico del sindaco di Marano Mauro Bertini e dell’imprenditore Gennaro D’Anania;
appare all’interrogante che per i sostituti procuratori della Repubblica Luigi De Magistris e Giuseppe Borrelli sia del tutto ininfluente che il consigliere comunale Perrotta fosse oggetto di atti di intimidazione diretti a stemperare la sua opposizione ad alcuni piani di lottizzazione portati avanti dal sindaco Bertini e che privilegiavano interessi riconducibili al clan Nuvoletta;
l’interrogante ritiene che il consigliere Perrotta rivide la sua posizione accusatoria verso l’Amministrazione Bertini dopo essere stato “gratificato” da una delibera comunale a favore della ACAI, organizzazione di cui il Perrotta è responsabile cittadino;
appare all’interrogante che per i sostituti procuratori De Magistris e Borrelli sia del tutto ininfluente la circostanza che il D’Anania intrattenesse rapporti di stretta collaborazione con Carlo D’Avino, cognato di quel Luigi Baccante che era uomo di fiducia del clan Nuvoletta e che è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani;
appare all’interrogante che, sempre per i due magistrati, sia ancora più ininfluente la circostanza che il D’Avino, stanco delle prestazioni che doveva fornire ai familiari del latitante Baccante, si rivolgesse al D’Anania perché trovasse qualcun altro disposto a sostituirlo in questa rischiosa attività;
da queste circostanze emerge con chiarezza, ad avviso dell’interrogante, il ruolo di fiducia svolto dal D’Anania nell’ambito della famiglia Nuvoletta, un ruolo che gli permetteva persino di influire sul turn over delle persone che dovevano seguire le necessità e gli interessi della famiglia Baccante;
appare all’interrogante che per i suddetti magistrati ancora più ininfluente sia la circostanza che il D’Anania intervenisse al fine di esonerare l’imprenditore Salvatore Trinchillo dal pagamento di una tangente ai clan locali;
appare all’interrogante che per i due sostituti De Magistris e Borrelli le prestazioni amministrative fornite dal sindaco Bertini al D’Anania in cambio di soldi siano del tutto normali, e non evidenzino un reato di corruzione;
appare altresì all’interrogante che sempre i sostituti De Magistris e Borrelli non abbiano colto, dalla lettura degli atti amministrativi, le persistenti attività della giunta Bertini a favore delle lottizzazioni che fanno capo alla cosca dei Nuvoletta;
appare inoltre all’interrogante che per i sostituti De Magistris e Borrelli sia del tutto normale l’assenza, nel bilancio del Comune di Marano, delle entrate riguardanti beni confiscati alla camorra;
appare all’interrogante che, sempre per la magistratura napoletana, il mancato ampliamento del cimitero di Marano nell’area della lottizzazione C14, confiscata alla camorra, rientri nella normalità amministrativa;
si deve allora ritenere che sempre in questa singolare normalità amministrativa fosse inquadrabile il comportamento del sindaco Bertini che, per ampliare ad est il cimitero della città, si vedeva costretto a proporre e far approvare una variante al piano regolatore che trasformava il terreno agricolo di proprietà del sig. Arcangelo Cerullo in area edificabile;
questa decisione fu presa, a giudizio dell’interrogante, per indurre il sig. Cerullo a desistere dalle resistenze attivate con successo in sede di giustizia amministrativa;
tutta questa frenetica attività del sindaco Bertini era diretta, a quanto consta all’interrogante, a garantire la lottizzazione della C14;
l’interrogante ritiene invece che la desistenza inquirente di alcuni settori della magistratura napoletana verso la camorra nel comune di Marano ha fatto sì che al crimine organizzato fosse permesso di attivare speculazioni edilizie per oltre 1.000 miliardi di vecchie lire;
questi stessi settori della magistratura si sono distinti, a giudizio dell’interrogante, nell’azione diretta a destabilizzare la Procura napoletana e a delegittimare il procuratore Cordova che notoriamente, anche in Commissione antimafia, ha sempre denunciato omissioni, aquiescenze e collusioni politiche e istituzionali con il crimine organizzato,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della richiesta di archiviazione presentata dai sostituti procuratori De Magistris e Borrelli e della sentenza del giudice per le indagini preliminari Giovanna Ceppaluni che ha accolto tale richiesta.
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