In chiesa c’erano i gonfaloni del comune di Marano e Napoli, della Città Metropolitana e della Regione. Presenti, oltre ai commissari del Comune di Marano, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice, il questore Antonio De Iesu, i rappresentanti della locale compagnia dei carabinieri, Gabriele Lo Conte e Francesco Tessitore, e tante altre autorità.
Il momento più toccante della funzione religiosa, che si è svolta nella chiesa di via Piave, nel quartiere dove risiede la famiglia Della Corte, è stato quando ha preso la parola il cognato della vittima, l’avvocato Galantuomo: “Ciccio non ha bisogno di elogi. Chi lo ha conosciuto sa bene che tipo di persona era: un uomo buono, mite, devoto alla moglie e orgoglioso dei tuoi figli. Chi ti ha portato via non riceverà mai del bene, chi semina morte non può ricevere bene. Ciccio, porteremo dentro i tuoi insegnamenti e il tuo sorriso. Eri una colonna, un faro per tutta la nostra famiglia. Grazie per quello che ci hai dato. Noi continueremo a chiedere giustizia, non ci stancheremo, lo faremo per te e per le altre vittime di questa assurda violenza”.
Parole toccanti anche dai nipoti della guardia giurata: “Zio, non doveva andare così, non doveva finire così. Ora chiediamo a Dio di dare forza alla tua famiglia in questo momento così duro”.
La messa è stata officiata da don Massimo Ghezzi, prelato amico di vecchia data della famiglia Della Corte. A supportarlo, durante le funzione funebre, tutti i preti di Marano.
Il feretro è stato salutato da un lungo e interminabile applauso. La pioggia battente non ha fermato chi ha voluto dare l’estremo saluto al “gigante buono”.
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