Genitori ultra esigenti con un palmo di naso. Il Tar a cui avevano fatto ricorso ha respinto la loro istanza e condannato la coppia a pagare mille euro di spese legali. I due, residenti a Canicattì in provincia di Agrigento si erano rivolti al Tribunale amministrativo regionale contro il giudizio “ottimo”, corrispondente a 9/10, ottenuto dal figlio a scuola. Cosa c’è da essere insoddisfatti si chiederanno i più. Invece padre e madre erano convinti che il figlio meritasse 10/10, cioè eccellente, per le superiori capacità del figlio. Invece hanno sovuto subire loro la lezione e tornare a casa con un palmo di naso.
“La scuola non applica scienze esatte nel valutare la preparazione degli alunni – si legge nella sentenza del Tar di Palermo – ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità , per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio”.
Il valore umano, insomma, non è misurabile in maniera matematica come l’altezza o il peso. Ma, anche a voler essere precisi, calcolatrice alla mano, padre e madre in questo caso erano nel torto. I voti conseguiti dal ragazzo sono infatti: 10 nella prova d’italiano, 10 in matematica, 8 in francese, 8 in inglese e 9 nel colloquio pluridisciplinare. Ebbene, se la matematica non è un’opinione, la media risultante non è certamente 10.



























