Marano, benvenuti nel Comune dove tutti chiedono un nulla osta per poter andar via. Ecco il lungo elenco di funzionari, dipendenti e vigili che hanno tagliato la corda e che vorrebbero scappare

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Un nulla osta, al Comune di Marano, non si nega a nessuno. E così, dopo l’incredibile via libera per l’addio della funzionaria del settore avvocatura, in passato legata allo studio Scotto-Laudadio, unica ad aver goduto del potenziamento del suo settore e beneficiaria, per le attività d’ufficio, della bellezza di 200 mila euro (fondi appostati in bilancio), ha chiesto di poter andare via (mobilità esterna) anche un maresciallo dei vigili urbani, che intende avvicinarsi al suo comune di residenza.

E’ una lunga sequela di addii, paventati addii e possibili addii: da Paola Cerotto a Michela Romano, da Claudia Gargiulo a Davide Ferriello, da Vito Casamassima a Leopoldo Graziano, da Maria Ilaria Bruno a Gianluca Buonocore (potrebbe andar via il prossimo anno). E ancora: hanno detto no a Marano quattro aspiranti dirigente del settore economico. Tutti hanno rifiutato l’incarico, senza dimenticare, poi, il capitano dei vigili De Luca (che pure fu ad un passo dall’addio) e il funzionario, tal Villano, proveniente dall’Autorità di bacino, vincitore di procedura per mobilità esterna, che ha deciso di rinunciare all’incarico (di prestigio) che avrebbe avuto a Marano.

Alcuni di questi signori hanno combinato non pochi guai: chi sul piano delle finanze dell’ente chi sotto il profilo tecnico-urbanistico. Voglia di scappare, insomma, per far dimenticare il proprio operato ma anche per aver compreso che i margini per fare bene a Marano sono o erano ben pochi. L’arrivo del prefetto Reppucci, che pare destinato ad essere avvicendato, come anticipato nei giorni scorsi dal nostro portale, ha contribuito ad acuire situazioni che erano già di per sé gravi e complesse. Inutile ribadire cose scritte tante volte. Solo chi non conosce le dinamiche interne al municipio, i rapporti, le affinità, le “simpatie” nate tra pezzi grossi dell’Ente e qualche funzionario comunale, può ancora oggi difendere l’indifendibile.

 

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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