L’incendio a Scampia, falsa la notizia sull’atto doloso contro i rom. Il campo dovrebbe essere sgomberato tra 16 giorni, ci si riuscirà?

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Incendio al campo rom di Scampia: la narrazione che supera la realtà, la notizia reale che viene plasmata fino a diventare fake, un falso utile ad alimentare la bagarre politica: è una vile aggressione ai rom per toglierli di mezzo, si sostiene. Ma la realtà è quella di un fuoco acceso nel campo e sfuggito di mano…

La narrazione è quella di un inferno di fiamme nel quale centinaia di persone hanno rischiato la vita; la realtà parla di sole cinque baracche bruciate e di ventisette persone in tutto senza più un tetto di lamiera sulla testa. La narrazione passa per un comunicato ufficiale del sindaco de Magistris: «È una mano dolosa… è assai sospetta la tempistica degli incendi, con più focolai in diversi punti»; la realtà arriva attraverso le voci delle centinaia di persone che ieri bivaccano tranquillamente a Cupa Perillo con una immensa tavolata da cinquanta persone che facevano festa: «Qualcuno aveva acceso un fuoco qui nel campo… poi è successo quel che è successo». La narrazione ha la voce del gesuita Domenico Pizzuti che lotta per Scampia: «Volevano fare piazza pulita di questo campo», la realtà ha lo sguardo triste di uno dei ragazzi che ha perso la sua baracca: «Un contadino ha incendiato il terreno e ha perso il controllo delle fiamme. Era un solo fuoco, non c’erano più focolai».

Le indagini, affidate alla polizia, sono appena iniziate; una certezza, però, sarebbe già stata acquisita: le fiamme non sono attribuibili a un «assalto» contro il campo, c’è stato un errore umano nella gestione di un fuoco, questo è tutto. È probabile, anzi, che quelle fiamme siano state sprigionate da uno dei consueti roghi di immondizia che da sempre vengono appiccati dagli stessi rom nel campo di Cupa Perillo.

«L’evento è di una gravità inaudita – ha scritto il sindaco di Napoli. Dal momento che l’area di Cupa Perillo era anche interessata in queste settimane da interventi istituzionali e sociali importanti che si stanno realizzando, e che sono decisivi, è assai sospetta la tempistica degli incendi, con più focolai in diversi punti. È assolutamente necessario individuare i responsabili di questa azione criminale che ha prodotto danni ambientali e materiali devastanti e che poteva anche attentare alla vita di persone ed anche bambini».

Di questi interventi istituzionali e sociali importanti sostiene di non sapere nulla il presidente della municipalità, Apostolos Paipais: «Sono entusiasta di sapere che ci sono. Mi farebbe piacere sapere di cosa si tratta». Non ne sanno nulla nemmeno i rom del campo di Cupa Perillo: «No, qua non c’è niente all’orizzonte, anzi ci sarà battaglia…». Già, all’orizzonte si prevede solo una battaglia: perché esattamente fra sedici giorni, per ordine della Procura di Napoli, scatterà lo sgombero del campo. O meglio dovrebbe scattare perché, attualmente, il Comune non ha ancora studiato un piano di sistemazione alternativa dei residenti. Anche se, partendo oggi, ci sarebbe tutto il tempo per prepararsi al giorno dello sgombero senza andare incontro a problemi di ordine pubblico.

Fonte Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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