Una pizzeria e un parcheggio in una strada di raccordo, a ridosso dell’ufficio postale di via San Rocco, destinata alla pubblica utilità. Era un’area standard della lottizzazione edilizia C15 (concessione rilasciata nel 1997), che avrebbe dovuto congiungere via San Rocco con via Padreterno. Avrebbe dovuto, ma così non è stato, perché a Marano per anni si è tollerato di tutto, sotto le gestioni Bertini, Perrotta, Cavallo, Tramonti, Liccardo e Fico. Di tutto e di più.
Cancelli chiusi, almeno da 15 anni, intorno a un giardino pubblico di via Corree di sopra, a due passi dal parco Dalia; cancelli o muri circondano le aree verdi adiacenti all’Asl, anch’esse destinate alla pubblica fruizione; lamiere e recinti negli orti alle spalle delle case di via Borsellino.
Sono le aree pubbliche (gli standard) sottratte ai cittadini, recintate, chiuse al pubblico da palazzinari e proprietari di immobili che per anni hanno goduto delle complicità della politica e dei tecnici comunali. Nessuno è mai intervenuto, tutto tace da 20 anni. Di recente qualche sopralluogo alla luce degli articoli pubblicati da Terranostranews. Ma ora si attendono i fatti, quelli veri, ovvero gli sgomberi, gli abbattimenti o le acquisizioni al patrimonio immobiliare del Comune.
Ma c’è dell’altro. Ci sono case, ormai di proprietà dell’ente, acquisite con atti del Consiglio comunale, ancora occupate, dopo decenni, da famiglie che versano affitti ai vecchi proprietari, che non hanno alcun titolo per incassare quei soldi.
E’ il caso di via Antica Consolare Campana, ma anche di via Platone. E ancora case, abitazioni sulla cui sorte tutto tace, vedi alla voce complesso residenziale del Galeota; abitazioni, sempre abusive sorte a ridosso dell’area Pip e capannoni (abusivi) che occupano strade e viali di proprietà dell’ente cittadino.
In tutti questi anni nulla è stato fatto, nemmeno sotto le ultime gestioni commissariali. Nessuno aveva visto gli abusi, tanto che in certi casi sono dovuti intervenire i Nas o i militari dell’Arma di Marano o Giugliano, e nessuno ha mosso un dito quando sono state requisite le aree pubbliche. Andate a farvi un giro in via Falcone, in via San Rocco, in via Borsellino, in via San Marco, in via Corree di sopra e vi renderete conto dello scempio perpetrato. L’omertà ha regnato sovrana. Dal 1991 al 2011 un sistema politico-affaristico, che ha fatto leva su funzionari complici, collusi o impauriti, ha frenato, spento o ostacolato ogni slancio teso al ripristino della legalità. Dopo il 2011, crollato un certo sistema camorristico e politico, sono stati i tecnici, i dirigenti comunali, qualche vigile urbano e i politicanti “immobili” a non volere alcun intervento. Le forze dell’ordine? Nessuna indagine, nessuna inchiesta su questi argomenti.
Molti, pur sapendo, si sono girati dall’altra parte. Ora quei nodi vengono al pettine.
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