Candidato a tre Premi Oscar tra cui quello per la Migliore Attrice Protagonista, il film “Jackie” di Pablo Larrain (“Neruda”) ripercorre la storia di Jacqueline Kennedy nei giorni successivi all’uccisione del marito.
E’ un biopic che ha nell’interpretazione di Natalie Portman il suo fulcro e nella ricostruzione d’epoca, sia per quanto riguarda i costumi che le scenografie, un’eccellenza.
La narrazione non segue un andamento cronologico bensì associazioni emotive e concettuali, quelle che emergono durante l’intervista che Jackie concede alla rivista Life. E’ questo, infatti, lo spunto da cui parte il racconto: l’incontro concordato tra la vedova Kennedy e un giornalista.
Le confidenze di quelle ore, sulla carta, faranno epoca, ma ciò che più sembra interessare a Larrain è mostrare la complessità di una donna che il destino ha appena scaraventato via dal trono di quella che lei definiva la sua Camelot. La Portman interpreta una Jackie complessa e particolare, spezzata dal dolore ma anche lucida, composta e dignitosa, ancora intensamente padrona della propria immagine e del proprio ruolo. In queste ultime caratteristiche, quasi aliena come sembrano sottolineare le musiche inquietanti e angoscianti di Mica Levi
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