Una fiaccolata all’ingresso del Monaldi, per ricordare chi non c’è più e per rimanere accanto a tutte quelle famiglie che in questo momento combattono la battaglia della vita. Ma non solo. Le candele accese questa sera dall’associazione “Donare è vita”, “Federcosnumatori” e “Libera contro le mafie”, hanno anche le scopo di chiedere – per i piccoli malati di cuore – l’accesso diretto alla struttura ospedaliera in fase di pre e post trapianto, oltre che all’organizzazione di un pool disciplinare di selezione del paziente candidabile al trapianto.
Otto bambini, negli ultimi due anni, sono deceduti in seguito a problematiche insorte precedentemente o successivamente al trapianto e questo ha spinto le associazioni a chiedere spiegazioni. Mille sono i dubbi, soprattutto dopo la recente scomparsa delle piccole Martina e Irene, e l’apertura di un’inchiesta sulla morte di Irene, deceduta dopo una crisi di rigetto del cuore che le era stato trapiantato. La Procura, a conclusione delle indagini, ha ipotizzato responsabilità umane per la morte della bambina di tre anni e ha chiesto il processo per i due medici indagati. Per il pm Valentina Rametta, titolare dell’inchiesta con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, gli elementi raccolti nella fase investigativa, le testimonianze e i risultati della perizia a cui ha lavorato un pool di consulenti meritano un approfondimento dibattimentale.
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