Carte di credito clonate, indagati dipendenti del Comune di Napoli e delle Poste

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Con l’aiuto di 2 dipendenti delle Poste e di 2 dipendenti del Comune di Napoli, clonavano carte di credito con le quali acquistavano costosi smartphone di ultima generazione. La banda, composta da 14 persone, ha fatto acquisti per circa 300mila euro, in tre regioni: Campania, Lazio ed Emilia Romagna. L’organizzazione criminale è stata sgominata oggi dai carabinieri di Napoli che hanno eseguito misure cautelari tra Campania e Lazio. Quattro sono finiti in carcere, 6 ai domiciliari. I dipendenti sono stati invece sospesi.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, utilizzo indebito di carte di credito, accesso abusivo a sistemi informatici, peculato, falso, sostituzione di persona e rivelazione del segreto d’ufficio. A eseguire le ordinanze i carabinieri della Compagnia Napoli Centro. L’inchiesta della procura, sezione reati di criminalità economica, è stata avviata nel gennaio 2015 e ha portato a intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno consentito di accertare che anche due dipendenti del Comune di Napoli e due società delle Poste italiane erano coinvolti nella clonazione di carte di credito, sottratte durante lo smistamento della spedizione da parte dell’istituto di credito al cliente.

Tramite una nota, il procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo e l’aggiunto Fausto Zuccarelli chiariscono che le carte erano poi usate per acquisti fraudolenti, principalmente telefoni cellulari, in diverse regioni italiane, mostrando documenti contraffatti con dati sensibili degli interessati estrapolati negli uffici anagrafe di Palazzo San Giacomo.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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