Dopo l’annientamento di Raffaele Cutolo, i clan vincenti della Nuova Famiglia si dividono affari e territorio. Mugnano viene assegnato al clan di Ciruzzo ‘o Milionario e quest’ultimo, a sua volta, lo affida al suo vecchio e storico amico Antonio Ruocco, mugnanese doc, alias “Capececce”, malavitoso carismatico e di vecchia tempra.
Sono gli anni Novanta ed iniziano le prime tensioni, in quanto Ruocco, camorrista vecchio stampo, pretende che i suoi amici mugnanesi non paghino la tangente al clan di Secondigliano. Inoltre pretende che non si effettuino attività di spaccio di cocaina a Mugnano. Tutto questo infastidisce il padrino Di Lauro che, messa da parte la diplomazia, fa partire un’escalation di violenza contro Ruocco.
“Capececce è in soggiorno obbligato fuori Napoli e allora Di Lauro decide di spodestarlo inviando a Mugnano un nuovo capozona. E’ Gennaro Di Girolamo, ma la reazione di Ruocco non si fa attendere. Gennaro ‘o Niro, infatti, viene eliminato da lì a breve, ma Ruocco comprende che non potrà portare da solo avanti una guerra contro di Lauro.
Chiede aiuto al suo vecchio amico, Peppe Mallardo, padrino di Giugliano, ma i Mallardo, reduci da sanguinose faide, negheranno l’appoggio. Stessa musica anche per i clan di Marano, poiché è quello il periodo in cui avviene il cambio di testimone tra i vecchi padrini di Montesanto, ovvero i Nuvoletta, e il giovane rampollo della famiglia Polverino, cioè Peppe ‘o Barone.
La guerra si fa sempre più cruenta e Di Lauro ordina l’eliminazione di coloro che possono aiutare Ruocco, anche con appoggi o semplici imbasciate. Viene uccisa persino la mamma di “Capececce”, che si vendica con un’azione violenta e spettacolare: si presenta nel rione Monterosa, a Secondigliano, a bordo di due auto e con un commando di otto uomini, tutti armati fino ai denti: fucile a pompa, kalashnikov e bombe a mano, il verdetto dell’agguato e tragico per i Di Lauro: muoiono due fratelli Prestieri ed altre tre persone.
“O Milionario” non ne può più del suo ex luogotenente e allora fa partire 10 gruppi di fuoco da Secondigliano che hanno il compito di presidiare Mugnano, giorno e notte, ma alla fine Ruocco, compreso che non potrà farcela da solo, scappa a Milano, dove sarà poi stanato dai carabinieri travestiti da postini. Ruocco crede si tratti dei killer inviati da Di Lauro e si getta dal terzo piano. I carabinieri lo ammanettano e in ospedale gli sarà riscontrato un trauma cranico.
Erano giorni che non dormiva, diranno poi i carabinieri. Era ossessionato dalla vendetta di Ciruzzo ‘o Milionario. E così, non potendolo annientare con la forza, opta per una nuova strategia: diviene collaboratore di giustizia, raccontando anni di militanza all’interno del clan di Secondigliano e i retroscena degli omicidi sia prima che durante la faida.
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