Il convento francescano di via Casalanno restituito alla città. Oggi il taglio del nastro alla presenza del sindaco dimissionario Angelo Liccardo. L’opera di restyling è stata finanziata con fondi europei, con un progetto varato dalla giunta Perrotta e salvato in extremis da quella Liccardo. Una struttura, sottoposta a vincolo artistico e architettonico, con più di quattrocento anni di storia che è stata ufficialmente riaperta ai visitatori. “Sono fiero di aver restituito un pezzo di storia alla città – ha spiegato il sindaco Angelo Liccardo – Siamo riusciti a non perdere questo importante finanziamento grazie alla totale sinergia, tecnica e politica, instauratasi tra le istituzioni coinvolte. Ringrazio l’ex assessore al ramo Gennaro Ruggiero per il lavoro svolto e auspico che il convento possa diventare il fulcro di tante iniziative a carattere sociale e culturale”. Presente all’inaugurazione anche l’assessore al Piu Europa Gennaro Testa, l’assessore al Patrimonio Anna Sorrentino e i frati congolesi che da qualche anno gestiscono la struttura. Unica nota stonata della giornata di oggi, la mancata spiegazione sugli esiti del restauro, così come sottolineato da alcuni studiosi e ricercatori locali presenti all’evento.
“Un’inaugurazione non inaugurazione questa mattina nel convento francescano di Marano – attacca il professor Carlo Palermo – Una grande occasione culturale mortificata dal mancato invito a studiosi, ricercatori e studenti del territorio. Per giunta, nessuno dei personaggi presenti ha sentito il bisogno di spendere due parole sugli esiti del restauro e sui relativi risvolti storico-artistici. Eppure pubblicazioni sul monumento certo non mancano. Una situazione talmente imbarazzante che, nonostante gli inviti di qualche amico, ho ritenuto sprecato un qualsivoglia mio contributo culturale in proposito. Tuttavia, mi resta l’obbligo di ringraziare Terra Nostra News, nella persona del suo direttore Fernando Bocchetti, per la sollecita sensibilità mostrata nel mantenere alta l’attenzione sui nostri Beni culturali, nonostante la voluta ignoranza o l’atteggiamento passivo di tanti cittadini e di tutti coloro che non sentono il bisogno etico-morale, di onorare fino in fondo, il ruolo ricoperto”.
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