El Chapo trasferito in un carcere al confine con gli States

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Trasferimento per Joaquin Guzman, detto El Chapo. Il leader narco è stato spostato dalla prigione di massima sicurezza dell’Altiplano a quella di Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti. Per evitare sorprese, la polizia ha organizzato una forte scorta, oltre 70 agenti in grado di garantire la protezione necessaria. Quanto al motivo le autorità hanno spiegato che rientra nelle contromosse adottate al fine di evitare altre evasioni. In sostanza fanno ruotare il boss e altri detenuti pericolosi tra i penitenziari in modo da creare problemi ai complici esterni e interni.

Da quando è stato arrestato il capo di Sinaloa è stato sottoposto ad un sistema di sorveglianza severo. Non è rimasto per molto tempo nella stessa cella, lo hanno tenuto d’occhio costantemente con guardie e cani lupo a due metri dal cubicolo, piazzate nuove telecamere e paratie d’acciaio sotto il pavimento in chiave anti-tunnel. Una pressione che ha spinto il criminale a presentare una protesta attraverso i suoi legali, iniziativa poi rilanciata sui media anche dai familiari. Contestazioni che si sono unite alla strategia mirata a ostacolare una probabile estradizione negli USA. Proprio lo spostamento a Ciudad Juarez, località sulla frontiera con il territorio americano, ha alimentato illazioni: forse è un passo che anticipa la consegna ai federali statunitensi, ha detto qualcuno. Vedremo se sarà così. Gli esperti, in realtà, ritengono che ci vogliano ancora dei mesi, sempre che il meccanismo vada avanti sul serio.

Il Corriere

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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