Inchiesta Villa Betania, ai domiciliari il dottor Rosario Zappalà

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Gli era stato fatto divieto di svolgere la professione medica per la durata di un anno. E nonostante la misura applicatagli dal Gip, avrebbe però di fatto continuato a svolgere la professione medica e le attività ad esse inerenti, facendo ascolto, analisi e diagnosi.

Per questo motivo la polizia giudiziaria ha dato esecuzione al provvedimento con il quale il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, dott.ssa Federica Colucci, ha disposto la revoca del divieto con l’aggravamento della misura con gli arresti domiciliari.

Destinatario del provvedimento è il dottor Rosario Zappalà, finito nel mirino della procura della repubblica nell’ambito di un inchiesta giudiziaria che ha visto coinvolti alcuni medici e funzionari dell’ospedale di Villa Betania di Napoli. Tutto è nato a seguito di una informativa redatta dai carabinieri del Comando Tutela per la Salute di Napoli. Secondo l’impianto accusatorio il dottor Zappala, “abusando della propria qualità di pubblico ufficiale e del proprio potere, dopo aver avuto conoscenza del quadro clinico di una sua paziente e di un pregresso intervento chirurgico a cui la stessa si era sottoposta per una patologia oncologica, avrebbe indotto la stessa a sottoporsi a esami e visite (da maggio a settembre 2014) presso il proprio studio medico privato, (già sottoposto a sequestro dai carabinieri del NAS di Napoli), paventando l’esistenza di lunghe liste d’attesa presso la struttura “Villa Betania”, ingenerando nella persona malata paura, tanto da “costringerla” ad effettuare la visita presso il suo studio privato, anziché presso la struttura ospedaliera convenzionata ove si sarebbe potuto svolgere secondo la normale lista d’attesa in tempi ragionevoli.

Inoltre nelle esercizio delle sue funzioni, il dottor Zappalà avrebbe formato falsamente un referto medico (datato 22/9/2014) con il logo di Villa Betania, apponendo una firma illeggibile e non riconducibile a nessuno dei patologi dell’ospedale Evangelico Villa Betania ed attestava, sempre falsamente, nello stesso referto medico “l’assenza di cellule tumorali” nonché un quadro citologico che mostra alcuni elementi come fibrolipomatosi”, senza aver effettuato alcun esame presso il laboratorio di anatomia patologica di Villa Betania prima della data del 6/10/2014. Tanto è bastato per far scattare l’indagine e gli approfondimenti della procura e il conseguenziale provvedimento del giudice per le indagini preliminari. Ovviamente l’indagato avrà modo in sede processuale di fornire la sua versione dei fatti e di dimostrare la correttezza della sua condotta.  Ricordiamo che il dottor Zappalà è stato subito revocato dall’incarico di primario dall’Ospedale Villa Betania, e che questo singolo caso non va a ledere in nessun caso la professionalità e la correttezza di tanti medici e funzionari che lavorano quotidianamente nella struttura Evangelica.

Angelo Covino, Il Roma

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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