Da un lato lo sblocco delle assunzioni, dall’altro la mannaia sui primari. E’ questo il combinato disposto su cui punta la Regione, d’intesa con la struttura commissariale, per avviare la «rivoluzione» della sanità promessa dal governatore Vincenzo De Luca. Per le nuove assunzioni, di medici e infermieri, è questione di giorni. O almeno questo è l’auspicio del Consiglio regionale che, attraverso il presidente della commissione Sanità Raffaele Topo, rivolge un appello al commissario Joseph Polimeni e al suo vice, Claudio D’Amario: «La quota di assunzioni – ipotizza Topo – dovrebbe essere di circa 1200 unità». Molto più, dunque, della quota ottenuta nei due anni precedenti, quando la Campania ha racimolato appena 500 assunzioni. Accanto allo sblocco del turn over, la legge di stabilità ha previsto una ulteriore possibilità per immettere nel sistema forze fresche: lo si potrà fare, entro la fine del 2017, in attuazione della direttiva comunitaria sui turni di lavoro, che ha di fatto contingentato gli orari di servizio dei medici creando buchi negli organici che dovranno essere colmati.
In attesa delle nuove assunzioni (si procederà, come previsto dalla legge, prima con la mobilità facendo rientrare personale in servizio in altre regioni e poi con i concorsi), molte delle quali verranno dirottate verso l’Ospedale del Mare (che aprirà i battenti, salvo imprevisti, entro l’estate), la struttura commissariale ha inviato a direttori generali e commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere una circolare che sta facendo discutere: prevede, infatti, che si proceda alla riduzione delle strutture semplici (dipartimentali e non dipartimentali) e di quelle complesse, che sono rette da primari.
Il Mattino
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