Torturato e ucciso, la morte di Giulio e quei tentativi di sviare le indagini

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I segni delle bruciature sul corpo, il ritrovamento nel fosso seminudo, confermano che Giulio Regeni, lo studente italiano scomparso al Cairo lo scorso 25 gennaio nel quinto anniversario della rivolta che provocò la caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak, ha subito torture. E questo apre scenari inquietanti sui suoi ultimi giorni di vita.
Perché l’ipotesi che si fa strada nelle ultime ore è che il ragazzo possa essere stato preso da una «squadra» che voleva punirlo soltanto perché straniero o comunque ritenendolo una minaccia. Anche perché proprio in quelle ore numerose «retate» sono state compiute dai servizi di sicurezza egiziani per prevenire manifestazioni in favore della rivolta di cinque anni fa e le verifiche subito effettuate per verificare la sua presenza nelle carceri e negli ospedali hanno dato esito negativo.

Il Corriere

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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