Vicenda Segrè, provvedimenti disciplinari in arrivo per gli occupanti. Parla la preside Cetroni

0
Condividi
1.351 Visite

“Non possiamo chiudere gli occhi o nascondere la testa sotto la sabbia: quello che è successo è gravissimo e, pertanto, non possiamo esimerci dal prendere provvedimenti”. Maria Rosaria Cetroni, da tre anni preside del liceo Emilio Segrè, non vuol sentire parlare di colpi di spugna. Gli studenti dell’istituto di via Arafat, quelli che hanno partecipato all’occupazione e sono stati identificati dalle forze dell’ordine, saranno puniti e i provvedimenti disciplinari saranno resi noti nei prossimi giorni.

Preside, quali tipi di provvedimenti disciplinari avete adottato?

“Non posso dirle cosa è stato deciso in sede di Collegio dei docenti. Prima di render noti i provvedimenti, dovremo avvisare i genitori degli studenti coinvolti e convocarli a scuola. Ci atterremo, naturalmente, a quanto previsto dal regolamento interno”.

I partecipanti all’occupazione rischiano di essere sospesi?

“Le ripeto: non posso entrare nel merito dei provvedimenti adottati poiché è necessario ultimare l’iter per la convocazione dei genitori. Posso dirle che il ventaglio di strumenti a nostra disposizione è piuttosto ampio: sospensioni, ma anche richiami formali, convocazioni dei genitori, sei o cinque in condotta per i casi più gravi, come quelli legati ad esempio agli episodi di violenza”.

Con quale criterio avete giudicato gli studenti?

“Mi lasci fare una premessa: i ragazzi erano stati informati sulle potenziali ripercussioni di simili iniziative. Tra l’altro quelli che hanno deciso di occupare sono una minoranza degli studenti di questo istituto: cento ragazzi o poco più su un totale di 1200 iscritti. Questi pochi protestano per la mancata apertura di una succursale, quella di Mugnano, per la quale tuttavia abbiamo avuto rassicurazioni dalla Città Metropolitana. La nuova scuola sarà consegnata entro la fine di dicembre. Fino ad allora, quindi, bisognava attendere e non fare processi alle intenzioni. C’è anche un altro aspetto: gli studenti di Mugnano, quelli che dovrebbero essere accolti nella nuova scuola, non hanno aderito alla protesta. Abbiamo dialogato tanto con i ragazzi, non solo noi addetti ai lavori ma anche le forze dell’ordine del territorio. Alla fine però, nonostante gli sforzi, siamo stati ripagati con queste assurde e ingiustificabili vandalizzazioni. Quanto ai criteri di valutazione, invece, non ci saranno discriminazioni di sorta: le responsabilità saranno equamente ripartite”.

Linea dura, insomma, e niente sconti.

“La scuola non esclude nessuno e a nessun ragazzo sarà negata la possibilità di un recupero. Certi provvedimenti devono essere adottati anche e soprattutto nel loro interesse. Un segnale va dato, forte, anche per scongiurare nuove forme di protesta assolutamente ingiustificate. Le ripeto: la porta ai ragazzi non verrà mai chiusa. La comunità scolastica ha l’obiettivo di integrare, accogliere e indicare strade e percorsi positivi, utili per la loro crescita. Nessuno sarà escluso dalla nostra comunità”.

I protagonisti dell’occupazione riferiscono che le vandalizzazioni sono opera di ragazzi esterni all’istituto. Avete valutato questo aspetto?

“Certo che lo abbiamo valutato, ma ciò non li giustifica. Quando si entra in certi ingranaggi, è facile imbattersi anche in situazioni non facilmente gestibili. Conosciamo bene l’ambiente esterno alla scuola e sappiamo anche che è popolato da giovani alquanto esagitati. Tuttavia i nostri allievi erano ben consci di cosa poteva accadere e non possono pertanto nascondersi dietro queste giustificazioni”.

Avete quantificato l’entità dei danni?

Non ancora. Per ora abbiamo sistemato il primo piano, che era quello meno disastrato, e sei aule dell’ala nord. Il problema più grande riguarda i dieci estintori completamente svuotati. Senza questi la scuola non può riaprire”.

Fonte Il Mattino

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti