Medici di famiglia in Casa di comunità: ecco chi dovrà andarci e per fare cosa

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Il nuovo Accordo Collettivo Nazionale per l’attuazione dell’investimento 1.1 “Case della Comunità e presa in carico della persona” e parte del PNRR, segna un cambiamento significativo per loro e per il sistema sanitario territoriale italiano. L’obiettivo principale è rafforzare la rete di assistenza primaria, migliorando la presa in carico dei pazienti e garantendo una maggiore accessibilità alle cure. Nel dettaglio dell’accordo, i medici di medicina generale del ruolo unico di assistenza primaria operano all’interno delle Case della Comunità (CdC), strutture che rappresentano il fulcro della nuova organizzazione sanitaria territoriale. Questi medici, che possono essere titolari di incarico a tempo determinato o indeterminato, svolgeranno attività assistenziale a prestazione oraria, seguendo le indicazioni dell’Azienda sanitaria locale (ASL) di appartenenza.

Per quali medici scatta l’obbligo e con quali orari

La novità principale rispetto al passato è che prima il lavoro nelle CdC era facoltativo: l’accordo di inizio anno prevedeva almeno 4 ore su base volontaria che però nessuno ha fatto in l’Italia e quindi da qui la necessità di renderle obbligatorie.

in assenza di accordi regionali specifici – che restano comunque validi, soprattutto se sono maggiormente remunerativi – l’obbligo di lavorare nelle CdC diventa ora vincolante per i medici. I medici già incaricati a tempo indeterminato a ciclo di scelta, che non abbiano accettato di completare il loro impegno settimanale (sia per quanto riguarda le ore da garantire nell’ambulatorio sia per i servizi da erogare nel distretto), sono obbligati a svolgere fino a sei ore settimanali nelle Case della Comunità. Queste ore devono essere distribuite dal lunedì al venerdì, tra le 8:00 e le 20:00, presso le sedi indicate dall’ASL. L’Azienda sanitaria ha il compito di individuare il fabbisogno orario necessario per garantire l’operatività delle CdC e di ripartire il fabbisogno residuo tra i medici operanti nel territorio di competenza. Questo rappresenta un cambiamento rispetto al passato, in cui la distribuzione del lavoro nelle CdC era meno regolamentata e spesso dipendeva da accordi regionali o locali.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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