Schiattarella e la tempestività nelle scelte: meglio un aut aut oggi che uno scioglimento domani. E poi ci sono i sindaci che si fanno sciogliere (per presunzione) come polli

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Ci sono sindaci che amministrano inseguendo gli eventi e sindaci che provano ad anticiparli. Sindaci che attendono che le tempeste passino da sole e sindaci che, nel dubbio, preferiscono intervenire prima che sia troppo tardi. Tra questi ultimi, almeno per quanto visto finora, va certamente annoverato Pierluigi Schiattarella.

La vicenda è nota. Di fronte alle ombre generate da un’inchiesta che, sia pure indirettamente, avrebbe sfiorato un consigliere comunale nell’ambito di una presunta compravendita di voti, il sindaco non ha scelto la strada dell’attesa, né quella delle giustificazioni o delle mediazioni infinite. Ha posto un aut aut politico chiaro. Un aut aut che non è stato recepito e che ha portato, nel giro di poco tempo, alla rottura con l’intero gruppo consiliare di Casa Riformista.

Si può discutere se la decisione sia stata giusta o sbagliata. Ma una cosa appare difficilmente contestabile: Schiattarella ha mostrato di avere coraggio politico e di non essere disposto a farsi logorare dagli eventi. Ha scelto di assumersi una responsabilità immediata, senza rinvii e senza calcoli apparenti.

In politica, soprattutto nei territori più esposti a rischi e pressioni, la tempestività è spesso una virtù sottovalutata. Perché la storia amministrativa degli ultimi anni è piena di esempi opposti. Ex sindaci che, pur avendo ricevuto segnali, avvertimenti e indicazioni, hanno preferito ignorare i pericoli. Convinti che nulla sarebbe accaduto. Certi di avere sempre ragione. Accecati dalla boria, dalla presunzione e, forse, da altri interessi.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: amministrazioni finite anzitempo, comuni sciolti per infiltrazioni e carriere politiche terminate nel peggiore dei modi.

E allora il punto non è stabilire oggi se Schiattarella abbia avuto ragione nel merito. Il punto è un altro. Un amministratore serio deve avere la capacità di leggere i rischi e la forza di assumere decisioni anche impopolari quando ritiene che siano necessarie per tutelare l’istituzione. Meglio una frattura politica oggi che un disastro istituzionale domani.

Qualcuno, in passato, questa lezione non l’ha voluta ascoltare. Pur di non ammettere che determinate preoccupazioni erano fondate, ha tirato dritto fino all’epilogo peggiore. E così, mentre gli avvisi si accumulavano, ha continuato a comportarsi come se nulla stesse accadendo. Alla fine si è fatto sciogliere come un pollo.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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