Avrebbero commercializzato olio proveniente da Paesi extra Ue alterato e non genuino, spacciandolo per extravergine e vergine europeo. La guardia di finanza di Casarano (Lecce) ha notificato un avviso di conclusione delle indagini nei confronti di nove persone residenti in Puglia, Sicilia e Toscana, indagate per frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, falsità ideologica nei registri telematici Sian, nonché di emissione di fatturazioni false. Il valore dell’illecito accertato ammonta a tre milioni di euro.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Lecce, prende avvio dal rinvenimento in uno stabilimento oleario salentino, di diverse partite di olio extravergine, ovvero olio vergine di oliva di origine nazionale (Ue e non Ue) per complessivi 90 mila chili circa, le quali, sottoposte a campionamento e analizzate dal Laboratorio Icqrf di Catania, risultavano irregolari non solo per le caratteristiche organolettiche ma anche per la difformità dei parametri di purezza rispetto ai valori previsti dalla vigente normativa Ue, poiché sofisticati con oli diversi da quelli di oliva. L’indagine ha portato al sequestro di sostanze atte a deodorare oli con pronunciati difetti organolettici (oli di oliva lampanti), nonché ad aromatizzarli per conferire loro sentori tipici degli oli extravergini di oliva.
Ricostruiti, inoltre, traffici internazionali per circa 300 mila chili di oli extravergini e vergini di oliva di pessima qualità, provenienti da Algeria e Albania, con prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli nazionali, con il coinvolgimento di società estere ubicate in Spagna, Portogallo, Francia e Albania, attraverso l’emissione di fatture ritenute fittizie. In questo modo – ha accertato l’inchiesta – il prodotto oleario introdotto nel territorio nazionale diveniva di origine Ue. Dei nove indagati, quattro sono imprenditori oleari pugliesi, di cui tre andriesi e uno salentino, collegati ad una società del sud Salento che si occupa di import export all’ingrosso di olio di oliva.
«L’operazione conferma l’efficacia dell’azione di contrasto alle frodi agroalimentari e testimonia l’impegno della cabina di regia dell’agroalimentare nella tutela della qualità delle produzioni italiane e delle imprese che operano nel rispetto delle regole», commenta il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. «Questo Governo – dice il ministro – è al fianco degli imprenditori sani e di quanti investono nella trasparenza e nella legalità. Con il ColtivaItalia continueremo a rafforzare gli strumenti di sostegno e valorizzazione delle filiere agricole e agroalimentari nazionali, premiando il lavoro di chi produce qualità e difende il Made in Italy».


























