LA MARANO DEI VECCHI INTRALLAZZIERI DIETRO PAGINE SOCIAL PRO SCIOLTI PER MAFIA. I VOLTI PEGGIORI DELLA POLITICA CLIENTELARE SI RIUNISCONO PER FERMARE IL NUOVO

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Foto LaPresse - Marco Cantile Napoli, 19/06/2016 Politica Candidati sindaco a Napoli al voto nei rispettivi seggi. Nella foto: Gianni Lettieri
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A Marano sembrano nascere come funghi gruppi e pagine social che si presentano come spazi liberi di informazione e confronto. Spesso, però, dietro questi contenitori si intravede una precisa finalità politica: costruire consenso, rilanciare vecchie figure e riproporre narrazioni che i cittadini conoscono fin troppo bene.

Da settimane assistiamo a una proliferazione di profili, gruppi e paginette che dedicano gran parte della loro attività all’esaltazione di opere pubbliche, annunci, iniziative e presunti successi amministrativi. Più che informazione, sembra propaganda. Più che confronto, appare una continua campagna elettorale mascherata.

Il fenomeno sarebbe già discutibile di per sé. Lo diventa ancora di più in una città come Marano, segnata da una storia amministrativa difficile e dolorosa. Cinque scioglimenti per infiltrazioni mafiose rappresentano una ferita profonda che dovrebbe imporre a tutti, soprattutto a chi ha avuto responsabilità pubbliche, maggiore prudenza, senso delle istituzioni e rispetto per la memoria collettiva.

 

E invece si susseguono incontri, riunioni e ricomposizioni di vecchi schemi politici. Attorno a questi movimenti gravitano spesso personaggi che hanno già avuto ruoli pubblici, figure controverse o soggetti al centro di discussioni e polemiche per frequentazioni e rapporti che alimentano interrogativi nell’opinione pubblica. Non spetta ai cittadini emettere sentenze, ma è legittimo chiedere trasparenza e pretendere chiarezza.

 

Il vero problema, però, è un altro. Marano continua ad avere bisogno di un enorme shock culturale. Dopo anni di commissariamenti e scioglimenti, sarebbe necessario costruire una nuova coscienza civica fondata sulla partecipazione, sulla legalità e sulla competenza. Invece troppo spesso prevalgono vecchie logiche, personalismi, tifoserie e una preoccupante povertà del dibattito pubblico.

La politica dovrebbe elevare il livello della discussione. Dovrebbe formare cittadini consapevoli, non creare fan club. Dovrebbe proporre idee, non campagne permanenti di autocelebrazione.

Marano merita molto di più di qualche pagina social costruita per fare propaganda. Merita una classe dirigente all’altezza delle sfide che ha davanti. E merita soprattutto cittadini capaci di distinguere l’informazione dalla pubblicità politica, il bene comune dall’interesse personale. La rinascita di una città non passa dai post celebrativi. Passa dalla cultura, dalla memoria e dalla capacità di non ripetere gli errori del passato.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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