Dal campetto senza canestri allo stadio chiuso da sei anni: le ferite dello sport (e non solo) a Marano

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Un cancello sbarrato e uno stadio che da anni attende di tornare a vivere. È questa l’immagine che oggi offre il “Salvatore Nuvoletta”, per decenni punto di riferimento dello sport cittadino e oggi simbolo di una lunga fase di abbandono. Da circa sei anni l’impianto è chiuso. Al posto di allenamenti, partite e manifestazioni sportive restano erbacce, strutture deteriorate e i segni evidenti dell’incuria.

Eppure il “Nuvoletta” ha conosciuto stagioni ben diverse. Appena pochi anni fa ospitava gli allenamenti del Napoli di Edy Reja. Ancora prima era stato teatro di meeting internazionali di atletica leggera con campioni del calibro di Marlene Ottey ed Elena Isinbayeva. Un passato prestigioso che rende ancora più evidente il contrasto con le condizioni attuali.

Il terreno di gioco è ormai quasi completamente invaso dalla vegetazione. Gli spazi interni portano invece i segni di anni di degrado: infissi divelti, locali vandalizzati, danni provocati da incendi e furti. Il rame degli impianti è stato portato via nel corso del tempo, contribuendo ad aggravare una situazione già compromessa.

Alle criticità strutturali si aggiunge una vicenda amministrativa che per anni ne ha segnato il destino. Lo stadio venne realizzato durante gli anni dell’amministrazione Bertini su un terreno di proprietà del Comune di Napoli senza che fossero completate le necessarie procedure di esproprio. Da qui nacque un lungo contenzioso tra i due enti, accompagnato anche da periodi di sequestro della struttura che hanno reso impossibile qualsiasi progetto di rilancio.

Solo di recente la controversia sembra essersi finalmente avviata a soluzione, aprendo almeno sulla carta nuove prospettive per il futuro dell’impianto. Resta però il problema delle risorse. I commissari straordinari hanno più volte evidenziato come per recuperare il “Nuvoletta” siano necessari investimenti milionari.

Durante gli anni di chiusura, inoltre, lo stadio è stato anche teatro di tragici episodi che hanno ulteriormente segnato la sua storia, trasformandolo per molti cittadini nel simbolo di un declino che va oltre la dimensione sportiva.

In questi giorni l’attenzione nazionale si è concentrata sul campetto di basket di piazza Libera, diventato virale per le sue condizioni fatiscenti. Ma Marano non è soltanto quel campetto. Dietro i cancelli chiusi del “Salvatore Nuvoletta” c’è una delle ferite più profonde della città: una struttura che ha ospitato grandi eventi e campioni internazionali e che oggi attende ancora una concreta possibilità di rinascita.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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