Il designatore degli arbitri di serie A e B Gianluca Rocchi, che in serata ha dichiarato di autosospendersi, è indagato per «concorso in frode sportiva». Oltre a Rocchi, è indagato anche il supervisore Var Andrea Gervasoni. Il 24 aprile – riferisce l’agenzia di stampa Agi, che ha diffuso la notizia – gli è stato notificato un avviso di garanzia. Secondo i pm, avrebbe scelto arbitri graditi all’Inter in alcune partite. Una vicenda su cui interviene anche il ministro per lo sport Andrea Abodi. «Mi aspetto di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non
esserci conseguenze» scrive il ministro in un post. «L‘aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita
all’interno del sistema calcistico. Finora nessun riscontro
pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia
e quale organo sia stato investito della questione per
verificarne la sussistenza». Intanto anche Ugo Taucer, capo della Procura generale dello Sport ha chiesto al responsabile della Procura della Figc Giuseppe Chinè una relazione in merito. A livello di giustizia sportiva la vicenda era stata archiviata.
Sono tre i capi d’imputazione nell’avviso di garanzia. In uno si legge che Rocchi «quale designatore arbitrale dell’AIA, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia «combinava» la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome «arbitro» gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcististica.


























