Marano, è di nuovo crisi idrica in città: a Città Giardino acqua a pagamento e speculazioni illegali

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Gentile Direttore,

Le scrivo con profondo rammarico e crescente frustrazione per denunciare pubblicamente una situazione che definire intollerabile è ormai un eufemismo. Vivo a Marano di Napoli, in via del Mare – meglio conosciuta come Città Giardino – un quartiere che da anni convive con una cronica mancanza d’acqua, aggravata negli ultimi mesi da interruzioni idriche quotidiane, anche per periodi continuativi di 15 giorni o più.

Nel 2025, in un Paese che si definisce civile, è inammissibile che interi nuclei familiari, scuole, case di cura, abitazioni con anziani e bambini, siano privati di un diritto primario e costituzionalmente garantito come l’accesso all’acqua potabile. L’acqua non è un lusso: è vita, è igiene, è salute. Eppure, qui da noi è diventata una merce rara, soggetta a mercato nero.

Per ottenere 5.000 litri d’acqua, siamo costretti a pagare 80 euro in nero a operatori improvvisati, senza alcuna tracciabilità, autorizzazione o garanzia sanitaria. Questo alimenta un sistema parallelo di rifornimento illegale, che favorisce introiti illeciti per aziende e privati che approfittano del disservizio per speculare sul bisogno e sulla sofferenza della gente.

A tutto questo si aggiunge un comportamento istituzionale che definire imbarazzante è poco. Il Comune si limita a fornire un numero telefonico per le segnalazioni, che corrisponde alla Polizia Municipale, la quale – giustamente – non ha competenza sulla questione e rimbalza le chiamate all’ufficio tecnico, che a sua volta non risponde mai con chiarezza o efficacia. Siamo ostaggi del silenzio istituzionale, senza risposte, senza trasparenza, senza alcun piano di emergenza strutturato.

Cosa sta accadendo alla rete idrica? Qual è la vera causa di questa crisi? Perché non viene spiegato nulla ai cittadini? Perché nessuno interviene?
C’è forse un furto d’acqua sistemico? Ci sono manomissioni o deviazioni nella rete idrica operate da privati o aziende che favoriscono le proprie attività a discapito della collettività? Se così fosse, ci troveremmo davanti a un reato gravissimo: sabotaggio di un bene pubblico e furto di risorse idriche.

Chiedo a gran voce un’indagine seria e approfondita, chiedo che si faccia luce su eventuali responsabilità tecniche, politiche e criminali. Chiedo che le autorità locali, la Regione e – se necessario – le forze dell’ordine intervengano immediatamente per risolvere questa emergenza e per restituire dignità a centinaia di famiglie dimenticate.

Noi cittadini non possiamo più aspettare. Non possiamo continuare a vivere nel disagio, nella sporcizia, nell’insicurezza, mentre qualcuno – nell’ombra – lucra su una crisi idrica che, a questo punto, non sembra affatto accidentale.

Spero che la vostra redazione voglia accendere un faro su questa vicenda. Abbiamo bisogno che la stampa, l’opinione pubblica e chi ha voce, ci aiuti a far rumore. Perché quando lo Stato è assente, l’unico strumento che ci resta è denunciare, informare, unire le voci e pretendere giustizia.
E’ molto importante vi chiedo supporto, grazie.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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