Mentre le casse comunali hanno sempre più bisogno di risorse e i cittadini attendono risposte, l’Ufficio Tecnico continua a lasciare nei cassetti centinaia di pratiche di condono edilizio. Una situazione incomprensibile che sta causando danni sia ai cittadini che all’ente.
Parliamo di oltre 10 milioni di euro tra oneri e diritti che il Comune potrebbe incassare attraverso la definizione delle pratiche ancora pendenti. Soldi che potrebbero essere utilizzati per manutenzioni, scuole, strade, servizi e interventi sul territorio. Eppure tutto resta fermo.
La cosa ancora più sorprendente è che, invece di concentrare uomini e risorse sulla chiusura dei condoni, gli uffici preferiscono dedicarsi ai controlli delle CILA. Controlli certamente necessari, ma che non possono diventare l’attività principale mentre migliaia di pratiche aspettano da anni una conclusione.
Sembra quasi che si scelga la strada più semplice, lasciando irrisolto il problema più importante. Nel frattempo cittadini e professionisti continuano a scontrarsi con ritardi e incertezze che impediscono la regolarizzazione degli immobili e bloccano investimenti e compravendite.
È arrivato il momento di invertire la rotta. Occorre ripristinare il controllo delle CILA attraverso il sistema del sorteggio, come avveniva in passato, e destinare maggiori energie alla definizione delle pratiche di condono.
Bisogna inoltre utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla legge, compreso il ricorso alle autocertificazioni e alle asseverazioni dei tecnici abilitati, che assumono precise responsabilità professionali. In questo modo sarebbe possibile accelerare l’istruttoria delle pratiche e consentire finalmente al Comune di recuperare risorse economiche fondamentali.
L’attuale sistema produce invece effetti paradossali. Da un lato restano bloccati i condoni, dall’altro si dedica tempo e personale a verifiche che riguardano anche semplici diverse distribuzioni interne, interventi di minima entità che nulla hanno a che vedere con gli abusi più rilevanti.
La legalità si garantisce con regole chiare, controlli efficaci e tempi certi. Tenere ferme le pratiche per anni non aiuta nessuno, non aiuta i cittadini e soprattutto non aiuta il Comune.
L’Amministrazione intervenga immediatamente. I condoni devono essere definiti, le pratiche devono essere chiuse e le risorse devono entrare nelle casse dell’ente. Continuare a rinviare significa penalizzare l’intera comunità.
Francesco Santoro
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