Adesso che uno non vale più uno, è già guerra a chi si accaparra il terzo mandato. All’assemblea costituente che lancia il nuovo corso dei Cinque Stelle, fa la sua comparsa una specie nuova: i ricandidabili. O forse i resuscitabili, per usare la metafora di Beppe Grillo che ha bollato la metamorfosi dei Cinque Stelle, conquistati dalla leadership di Conte, come il passaggio “da francescani a gesuiti”, da fratelli del poverello di Assisi, a cavalieri del nuovo unto del Signore: Giuseppe Conte.
La nuova linea politica vedrà il banco di prova nelle urne, nelle prossime elezioni previste nel 2025, ma intanto Giuseppe Conte porta a casa un risultato: Nova, come è stata ribattezzata l’assemblea costituente degli iscritti al Movimento 5 Stelle, fa fuori Beppe Grillo.
Il fondatore e garante, che proprio oggi era tornato a farsi sentire via social, ma disertando l’appuntamento di Roma al Palazzo dei Congressi dell’Eur, è di fatto cacciato il comico genovese da quello che diventa a tutti gli effetti il “partito di Conte”.
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